Ma anche no / n°294
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Ma anche no-foto di Pino Ramos
Ma anche no /6
 
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La Sinistra non è più di casa in Parlamento, di conseguenza, tagliata la parte, esiste oggi una Sinistra della Destra. Il requiem, celebrato con qualche paginetta di gossip storico, è durato solo pochi giorni dopo le elezioni, poi, le luci, che hanno brillato con alterna tensione dalla Fondazione della Repubblica a Ieri, si sono spente, neppure con il botto finale delle pasticche dei fusibili, come ci si poteva aspettare. Dopo la Democrazia Cristiana e il PSI morti sul colpo nei primi anni novanta, scompare, dopo una lunga malattia, che ha avuto come effetti collaterali varie trasformazioni di pelle (anche multicolori e arcobaleno), la Falce e Martello. Al PD l'eredità di Togliatti, Natta, Berlinguer e vari migliori. Al prossimo libro di Donald Sassoon l'epilogo del pugno chiuso della Sinistra italiana. Compagne e compagni è finita. MA ANCHE NO, per dirla con l'Erede (o il Killer) della Sinistra Italiana Walter Veltroni. Per questo, come sempre unici nel panorama editoriale terrestre, abbiamo deciso per un numero reunion che facesse parlare i sopravissuti, ma anche quelli che giurano che la prossima volta Bandiera Rossa la trionferà. Buona lettura, ma anche no. Andrea Melas.

 
 
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Oci ciornie
"La menzogna del voto utile è servita soprattutto a imprimere un'accelerazione coatta verso il modello americano e bipartitista a cui mirano entrambi i partiti maggiori...Tra l'originale e l'imitazione, si sceglie sempre l'originale". Così Franco Giordano (PRC) intervistato da Paola Marras in pieno pre-congresso

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Il PD e il bispensiero
"Il Pd poteva vincere ma è stato condannato dall'idea che i suoi uomini siano professionisti della politica inamovibili da un trentennio. Neanche Bassolino travolto dalla monnezza napoletana ha avuto la dignità di dimettersi. Gli italiani hanno bocciato un ceto oligarchico che non ha dato gran prova di sé e ha preferito l'usato sicuro di un Berlusconi in sintonia con un segmento importante del sentire italiano". Parola del candidato outsider delle primarie del PD Mario Adinolfi.

3
L'Internazionale futura umanità!
"Hanno perso i lavoratori e ha vinto il padronato. Sarebbe stato lo stesso in caso di vittoria di Veltroni. Centrodestra e centrosinistra portano avanti le stesse politiche economiche e sociali, di pesante attacco ai diritti dei lavoratori, di sostegno ai profitti di pochi". Fabiana Stefanoni (PdAC) analizza il risultato post-elettorale ed altro ancora, in una intervista di Paola Marras.

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Viva Marx, viva Lenin, viva Mao Tse-Tung
"La nostra analisi del voto parte da un dato meticolosamente nascosto dai media della destra e della “sinistra” borghese: ossia la crescita dell'astensionismo...Si tratta di 10.615.207 elettori che non hanno abboccato agli appelli di Berlusconi e di Veltroni per il “voto utile” né a quelli di Bertinotti, Diliberto, Pecoraro Scanio e Mussi e in massa hanno negato la loro fiducia ai partiti...". Emanuele Sala (PMLI), con questa intervista concessa al nostro caporedattore, infrange l'ostracismo mediatico in cui era stato relegato il suo partito.

5
Siamo solo noi
"A pochissimi giorni dal voto, Paola Marras intervistava Marco Ferrando, Segretario del PCL (Partito Comunista dei Lavoratori). Letta alla luce dei fatti, Ferrando sembra percepire il clima di furura sconfitta. La consapevolezza di dover “ricostruire la credibilità di una sinistra che non tradisce...che non usa i giovani e le loro lotte, le loro ansie semplicemente per richiedere ministeri e ruoli istituzionali” ha tutta l'aria di essere un'ammissione di colpevolezza.

6
Bandiera rossa la trionferà
Il 21 marzo il Psi dichiara di voler entrare nel governo. Nel febbraio del 1962, durante il congresso di Napoli, la Dc accoglie ufficialmente l’idea di un governo di centro-sinistra con la partecipazione organica del Psi...Si deve al segretario della Dc, Aldo Moro, il primo governo di centro-sinistra. “Moro teme che il dispiegarsi delle conflittualità politiche e sociali porti al collasso del sistema. Il centro-sinistra è il male minore, inevitabile per devitalizzare i contrasti con una parte della società fino ad allora esclusa dal governo e assicurare la stabilità al sistema. Un primo sguardo alla storia della sinistra italiana . Di Mariaelena Prinzi.

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Quando il comunismo era un extra
Le proteste dei movimenti di sinistra esplosero in tutta la loro forza soprattutto a seguito della “svolta” del Pci teso alla ricerca di un accordo con la Democrazia Cristiana, per poter finalmente governare attivamente il Paese. Non sono pochi i “compagni” che vedono nell’atteggiamento del partito un vero e proprio “tradimento”. Mariaelena Prinzi comincia un breve excursus storico della sinistra delle piazze e delle contestazioni, tra compagni che sbagliano e "lotta dura senza paura".

8
Bandiera rossa la trionferà
Nel 1973 la crisi internazionale del petrolio, con il conseguente aumento indiscriminato del greggio e la crescente inflazione nazionale, porta l’Italia a uno stato di crisi generalizzato e ad un malessere che non fa che accrescere il clima cupo di quegli anni...il nuovo Segretario del Pci Enrico Berlinguer lancia una proposta: "bisogna raggiungere un “compromesso storico” tra i due grandi partiti di massa italiani, la Dc e il Pci". C'è un grande passato nel nostro futuro? Mariaelena Prinzi alle prese con una storia che sembra, comunque sia, ripetersi.

9
Quando il comunismo era un extra
"La violenza divenne fattore di aggregazione di una base “volatile”, poco incline al negoziato, e ansiosa di passare dalla elucubrazioni ideologiche ai “fatti”». Accanto alle Br si formarono altri gruppi clandestini come Prima Linea (Pl), le Formazioni Comuniste Combattenti (Fcc) e i Nuclei Armati Proletari (Nar). L’anno chiave è il 1974....". Mariaelena Prinzi continua il “percorso” intrapreso una settimana fa e che ha segnato la storia della sinistra in Italia.

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Ghigno di Tacco
Una biografia di Bettino Craxi, dalla sua ascesa al suo declino. "Colpevole esattamente come tutti gli altri", come lui stesso dichiarò più volte, nel bene e nel male Craxi cambiò un epoca, dimostrando fin dalla sua prima nomina di non essere semplicemente un "segretario di transizione".

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La materia e il pensiero
Sacharov, l'ultimo grande dissidente di una Russia che non c'è più, fu "un eminente scienziato, ma uno stupido come politico". Questo il giudizio che gli ambienti governativi dell'epoca avevano del grande fisico, che dal 1957 si sentì personalmente responsabile riguardo al "problema della contaminazione radioattiva causata dalle esplosioni nucleari".




















 
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La prima parte di questo numero è stata pubblicata il 02/06/2008. Ultimo aggiornamento: 07/07/2008



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