Sommario A ja ljublju SSSR / n°290
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A ja ljublju SSSR-foto di Pino Ramos
A ja ljublju SSSR /11
 
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Questo numero di Palamitonews tratterà di un fantasma che si aggira per l'Europa. Uno spettro che non si dà pace e che non ne vuole proprio sapere di essere sepolto dalla storia. L'Unione Sovietica non esiste più dal '91 del secolo scorso, ma l'uso corrente di termini quali "comunismo", "i due blocchi", "guerra fredda", "euromissili", "scudo stellare", rappresentano più di una residua immagine Kirlian di un sistema che per settant'anni ha rappresentato "l'altra metà della terra". Il fantasma se la ride. Il nuovo corso di Vladimir Putin non è forse un ricorso storico? E il "controllo del gas" non è forse (anche letteralmente) una guerra fredda?
Per chi non ricordi la celebre canzone dei CCCP e non sia pratico della lingua russa, "a ja ljubliu SSSR" significa semplicemente "io amo l'Unione Sovietica". In Italia, pur con tanti "ma" e "se" (oggi forse si direbbe "distinguo") l'URRS (SSSR nell'acronimo russo), è stata pensata (ed in un certo senso "votata") come un modo di vivere alternativo rispetto a quello capitalistico-occidentale. E anche gli altri, quelli che l'hanno sempre dipinta come il demonio, hanno più paura oggi del suo strascico spettrale che non di quando era in vita. Qualcuno in politica ha già nostalgia di un bel "piano quinquennale". Chissà, per dirla con Ugo Tognazzi, se ci sarà "un grande passato nel nostro futuro". Buona lettura e buon Natale da tutta la redazione. Andrea Melas.

 
 
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Il Fosco passato
Il senatore Fosco Giannini è stato l'unico ad alzarsi in Senato per protestare contro un servizio del TG2 che dipingeva la Rivoluzione d'Ottobre come "l’inizio di un colpo di Stato, giacché la rivoluzione che aveva rovesciato lo zarismo, quella menscevica, c’era già stata a febbraio. Andava in scena, dunque, una controrivoluzione, quella bolscevica, minoritaria, che avrebbe impresso un sanguinario sigillo all’intero Novecento". Parole grosse. Il fatto che Giannini sia stato l'unico ad alzarsi ne fa, comunque la si pensi, una persona coraggiosa e coerente. Paola Marras l'ha intervistato per noi.

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Le relazioni pericolose
"Per raggiungere lo scopo, appena dopo il venticinque aprile, Togliatti si impegnò nella realizzazione di una politica apparentemente tacciabile di doppiezza (in realtà coerente con gli ideali politici di sempre), volta a mantenere vivo nella base del partito il mito dell'Unione Sovietica ed il sentimento rivoluzionario e contemporaneamente contribuire alla nascita della democrazia in Italia collaborando col governo De Gasperi per il referendum istituzionale del 1946, partecipando attivamente e costruttivamente alla compilazione della nuova Costituzione Italiana,entrata in vigore il 1°gennaio 1948". Maria Colomba Marongiu riesce nel compito arduo di sintetizzare criticamente i rapporti tra Partito Comunista Italiano e il PCUS. Un articolo da leggere anche per comprendere le radici della nostra democrazia.

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Chávez, l'ultimo caudillo
Carmen Di Giovanni ci racconta l'altra faccia di Hugo Chávez vista dal continente sudamericano e non sono di certo rose e fiori..."arriva così il 1998..Chávez vince le elezioni con la promessa di cambiare la Costituzione vigente...il Venezuela cambia nome, diventando “Repubblica Bolivariana de Venezuela”".

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L'epopea di Potemkin
"L' insurrezione a bordo del Potemkin fu di enorme importanza storica: era il primo tentativo fatto in russia di costruire il nucleo di un esercito rivoluzionario. Per riprendere le parole di Lenin, il Potemkin restò un «territorio invitto alla rivoluzione». Questa insurrezione diede un potente impulso agli eventi rivoluzionari". Vladimir Naumov, storico dell'URRS, in questo suo raro scritto, racconta l'epopea del Potemkin.

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Compagni dai campi e dalle officine...
"Nella notte fra il 24 e il 25 ottobre del 1917 i rivoluzionari bolscevichi, dietro la sapiente regia di Lenin, marciarono alla conquista di Pietrogrado. Prima la banca, poi la centrale dei telefoni, i ministeri, la posta, tutti punti chiave della capitale, progressivamente capitolarono. L’ultimo ad essere espugnato fu il Palazzo di Inverno, sede del Governo provvisorio". La Rivoluzione d'Ottobre raccontata con piglio storico da Francesca De Marco.

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Lo zar di tutte le Russie

"Il 2 dicembre scorso ci sono state le elezioni che hanno consacrato come vincitore assoluto il partito di Putin, “Russia Unita”, con il 64,1% di voti, portandolo ad avere più dei due terzi dei seggi della Duma". Eppure, secondo Garry Kasparov sono state "le elezioni più disoneste e sporche di tutta la storia moderna della Russia". E allora, chi è veramente Vladimir Putin? Ce lo racconta Mariaelena Prinzi attraverso una biografia che cerca di riassumere i punti salienti (e nascosti) dello zar dei nostri tempi.


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Attento che cadi...

"La caduta del muro di Berlino non ha...eliminato le differenze, non ha riunito i due blocchi", anzi "il processo di mondializzazione fu nefasto per le economie latinoamericane...". Carmen Di Giovanni ci spiega cosa è successo nei Paesi dell'America Latina dopo la caduta di quel muro che solo apparentemente sembrava poter riunire un mondo ormai irrimediabilmente diviso.


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C'era una volta la Russia

Mariaelena Prinzi ci racconta la breve storia dell'Unione Sovietica dal 1922 al 1991, per chi volesse ripassare un po' di storia contemporanea. "Era il 21 gennaio del 1924 quando Lenin, capo indiscusso della Rivoluzione d’Ottobre, moriva lasciando un futuro incerto alle sue spalle. Il leader, presagendo le feroci lotte che si sarebbero scatenate alla sua morte per la successione alla guida del partito, aveva cominciato a dettare nel mese di dicembre alla sua segretaria quello che definiva il suo “diario”, ma che in realtà era il suo testamento".


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Vita e miracoli nel pianeta della tv
Ma com'era la TV in Unione Sovietica? Un susseguirsi di parate militari e di discorsi politici? Niente di tutto questo. Leonida Kravtchenko, giornalista di grido degli anni '70 del secolo scorso, ci racconta il sorprendente palinsento e l'insospettata vitalità della TV sovietica.

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Hasta la vittoria, siempre!
Carmen Di Giovanni nel suo modo brillante di scrivere ci racconta, con non qualche curiosità, del rapporto d'amore ed odio tra l'URSS e la Cuba castrista. "Tutto era cominciato il 9 di luglio di 1960, quando Nikita Kruschev annunciò a Mosca che gli artiglieri sovietici erano pronti a difendere a Cuba con i propri missili. Allora, una sensazione di sicurezza invase i cubani. Furono molto pochi quelli che rivelarono la sua paura per l'esplosione di una guerra atomica. La maggioranza accolse la notizia come la conferma che Cuba non era sola nel mondo, giusto nel momento in cui gli Stati Uniti sospendevano gli acquisti di zucchero e cominciavano il sequestro del petrolio".

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Una mattina mi son svegliato...
Pamela Cocco è andata a caccia di uno dei tanti testimoni che hanno vissuto il regime sovietico sulla loro pelle. Anche se a molti non viene in mente, la comunità rumena è una superstite della dittatura comunista. Ecco quindi questa interessante intervista a un giovane uomo rumeno che da bambino non sapeva come si vivesse nel resto del mondo. "Beh…a me la differenza comunismo e capitalismo non mi era molto chiara, io ero consapevole della realtà in cui ero immerso e non avevo mezzi di paragone. Vedevo solo festeggiamenti dei più giovani, lo smarrimento di altri.. lo spaesamento di molti. Io mi rendo conto di ciò che ho vissuto adesso perché posso fare la differenza" - Andrei, romeno emigrato in Italia

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Gorbaciov, la politica del disgelo
Sara Fratarcangeli scrive sull'ultimo segretario del PCUS e artefice della fine dell'URSS. "Gorbaciov nasce nel 1931 in un piccolo villaggio a sud della Russia, da una famiglia di agricoltori. È un giovane intraprendente che vuole cambiare il suo Paese e per questo, nel 1946, comincia a muovere i primi passi in politica entrando a far parte, durante il periodo universitario, nella Lega dei Giovani Comunisti. Venticinque anni dopo viene eletto Primo Segretario del Comitato del Partito Comunista della sua città natale".









 
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La prima parte di questo numero è stata pubblicata il 19/11/2007. Ultimo aggiornamento: 18/02/2008
Palamitonews va in vacanza dal 24/12/2007 al 07/01/2008. Auguriamo a tutti buone feste! Arrivederci al 14/01/2008

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