Sommario Duemilaséttete! / n°284
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Duemilaséttete! /5
 
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Tra violenti uragani, boccioli d'arancio, mimose in fiore e cocomeri al mercato si apre il duemilaesette come l'avrebbe aperto il grande Totò: duemilaséttete!, appunto. Il mondo alla rovescia compie un nuovo anno e si appresta a diventare sempre più confusionario ed invivibile, almeno queste sono le tendenze, complici le tradizioni dell'Italia peggiore che continuano ad essere puntualmente rispettatate. Un esempio su tutti il silenzio stampa su Ustica, coperto mediaticamente da forbici e taglierini, carta e sasso e varie altre morre cinesi. Oltre Ustica, passaggio obbligato, abbiamo selezionato vari articoli per celebrare degnamente il duemilaséttete. Ci sarà spazio, per la politica, per i poli (non quelli partitici, ma quelli veri) in rapido disgelo, per le statistiche presenti e future e molto altro ancora. Ci concentreremo dalle gustose bistecche clonate in arrivo dagli USA, ai simpatici ROM in arrivo dalla Romania. Il tempo impazzito, la vera situazione iraniana sono altri temi che tratteremo. Senza dimenticare il cappio di Saddam, le stelle cadenti (quelle finte, stavolta), l'America Latina ed il settimo anno di chiusura dell'IRI, lo Stato Imprenditore. Tanta carne (originale e non clonata) al fuoco, anche per questi sette giorni. Buon anno e buona lettura (anche in spagnolo). Andrea Melas.

 
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"L’Italia non ha saputo approfittare di un momento storico che poteva essere “Mani Pulite”. Forse quello era il momento di ricostruire sulle ceneri di un sistema politico sconvolto...Oggi l’Italia non è alla deriva ma se non si cambia rotta rischia di andarci e, dico di più, in maniera irreversibile sotto molti aspetti". Il Ministro Antonio Di Pietro risponde alle domande di Paola Marras. Da leggere.

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Il titolo è criptico ma carico di significati filosofici. Mi somiglio? è ovviamente uno spunto per parlare di clonazione. E' appunto la domanda lecita e neppure tanto retorica che un essere clonato potrebbe porsi. Tra poco, sulle nostre tavole, maiali fotocopia e polli fatti con lo stampino: arrivano gli animali clonati. Il progetto, come scrive Maria Colomba Marongiu è quello di farceli mangiare.

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"Su Norimberga si è detto di tutto e di più. E se n'è parlato ancora proprio di recente, a proposito del processo e dell'esecuzione di Saddam Hussein. Secondo la vulgata, come nel 1945, anche al presidente iracheno è stato riservato un processo iniquo e l'esecuzione capitale per impiccagione. Ebbene, le cose non stanno così". Adolfo Spezzaferro smonta con i fatti il parallelismo tra i due processi e la supposta analogia tra la fine di Hussein e quella di Mussolini.

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Ma chi era Saddam Hussein? Senz'altro era "il mio nemico amatissimo", ovvero un buon amico e poi un acerrimo nemico delle superpotenze a seconda delle convenienze. Mariaelena Prinzi ci propone questa settimana un excursus della vita del dittatore nella scacchiera mediorientale, dove il defunto Rais è finito per essere solo poco più che una pedina.

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Ci sono stragi, come quelle del regime iracheno, in cui è facile trovare il colpevole e impiccarlo in meno di un anno. Ci solo altre stragi per cui invece, i responsabili non si troveranno mai, neppure in decenni di aule di tribunale. E' il caso, ci spiega Patrizia Fortunato di Ustica. "Tanti anni di indagini da quel fatidico 27 giugno 1980, quasi trecento udienze processuali hanno contrassegnato la vicenda giudiziaria, tanto misteriosa quanto controversa, della fatale “strage senza colpevoli”.

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"Dal 1980 ad oggi sono passati 27 anni. Da Khomeini fino a Ahmadinejad, passando per Rfsanjani e Kathami, la società iraniana è rimasta sostanzialmente la stessa. La povertà non è stata sconfitta, le ingiustizie non sono state combattute." Monica Satriano sull'Iran, nazione di cui sentiamo parlare ogni giorno sempre negli stessi toni. Questo articolo per rendere un po' di giustizia culturale al grande popolo di un Paese che prima si chiamava Persia.

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"Dal 1° gennaio 2007, Bulgaria e Romania sono diventati Paesi membri dell’Unione Europea. Mentre Spagna, Danimarca, Gran Bretagna, Irlanda, Austria e Germania hanno chiuso le frontiere lavorative ai romeni ed ai bulgari fino al 2009, il nostro governo ha deciso di accoglierli a braccia aperte". Rita Caputi sul possibile problema Rom, popolo che rappresenta l'11% dei rumeni, e che oggi, fraternamente, si trova ad essere a tutti gli effetti, concittadino europeo. Una questione di diritti, certamente, ma anche di doveri che spesso vengono completamente ignorati dai famigerati zingari.

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Francesco Puxeddu su tutti i numeri (e sono tanti) che nel duemilaséttete il nostro paese darà. "Nel nostro paese, infatti, sono ormai più i cellulari che le persone. Con 63.000.000 di apparecchi ( ben 108,4 telefonini ogni 100 abitanti!) è ormai chiaro che questo tipo di mercato in Italia ha trovato un terreno molto fertile, soprattutto tra i giovani (ben l’87% dei ragazzi al di sotto dei 29 anni possiede un telefonino)".

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Solo qualche anno fa scherzavamo sul fatto che gli americani non sapessero indicare su una cartina cieca dove fosse New York. Ebbene più passa il tempo più anche noi italiani cadiamo nella più bieca ignoranza e chiusura verso il mondo. Per questo abbiamo chiesto alla nostra Carmen Di Giovanni di farci una panoramica sul duemilaséttete dell'Altra Parte del Mondo: "In America latina, nonostante gravi problemi irrisolti, ingiustizie e grandi disparità sociali, stanno prendendo corpo nuove realtà, che caratterizzano uno scenario politico e sociale più dinamico ed evoluto, forse il più interessante del mondo".

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Francesca De Marco scrive un articolo bipartisan sulle modifiche climatiche. Apocalittici o integrati? Colpevoli o innocenti? L'Uomo è colpevole delle catastrofi climatiche o è un mero spettatore? "Robert Kandel, direttore di ricerca al CNRS, autore de “L’incertezza del clima”, valuta la situazione con una prospettiva diversa, in cui, scagiona l’uomo e, al contempo, assolve la natura..."

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Giulia e Mariaelena Prinzi, due star di Palamitonews, ci parlano appunto delle stelle, stavolta cadenti, del cinema italiano e internazionale. "Buona parte del cinema di oggi sembra essere solo un remake a colori del “grande cinema”. Ci sono ancora i nomi e i titoli sulle locandine, ma c’è qualcosa che non riesce ad elevarli a mito". Nel duemilaséttete la star maschile ad esempio sarà nientemeno che Silvio Muccino...

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Con Ginevra Diletta Tonini Masella celebriamo il settimo anniversario della chiusura dell'IRI, l’Istituto di Ricostruzione Industriale, che dalla crisi degli anni '30 del secolo scorso ha non solo ricostruito ma anche creato, gestito, distrutto e venduto, nel bene e nel male, direttamente o indirettamente, ogni grande impresa del nostro Paese. Un ripasso doveroso per capire da dove nascerà la fortuna o la sfortuna industriale del duemilaséttete.


 
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La prima parte di questo numero è stata pubblicata il 01/01/2007. Ultimo aggiornamento: 29/01/2007

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