Sommario Quando scoppiò la pace / n°280
        
Quando scoppiò la pace /2
 
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Più vado avanti più osservo un pericoloso menefreghismo per tutto ciò che non riguarda il proprio metro quadrato vitale. Troppo occupato a fare il ballo del mattone con se stesso o a limite con il proprio cellulare, l'italiano medio(cre) e ignorante come una zappa, non si accorge che, oltre le fughe sudice (della mattonella) cresce un orto colmo di cetrioli. E l'ortolano è proprio lui. Dal bavaglio che il governo sta preparando alla libera circolazione dell'informazione (il numero della prossima settimana sarà dedicato proprio a questo, è un dovere civile occuparsene), ai soli due mazzetti di fiori che ho visto sulla Metro appena riaperta dopo la tragedia romana, credo che il cervello italiota sia completamente bollito. Muore la gente in metro? Chissenefrega. In Parlamento c'è della gente che decide della nostra vita fatto di stupefacenti? Chissenefrega. Il Governo Usa autorizza la tortura? Chissenefrega. Purtroppo, va a finire, con la solita storia che si ripete, che ci scappa un regime e chi ci perde sarà sempre la povera gente, che tra parentesi, è sempre di più. Ma tanto ha sempre un cellulare con cui ballare. Palamitonews questa settimana si occupa di un tema che ci è sempre stato a cuore: la pace. Pace che, nella superficialità globalizzata sta diventando un sinonimo di guerra. Per avere la pace si deve fare la guerra, è un pò come dire che per avere una foresta bisogna prima incendiarla. Buona lettura. Andrea Melas

[ Questo numero esce in ritardo a causa di problemi tecnici di cui mi scuso con tutti i nostri lettori, sempre più numerosi. Anche l'archivio sarà ripristinato al più presto, appena saranno risolti i guai al nostro server. A nostra discolpa ricordiamo che Palamitonews non gode di nessun tipo di finanziamento e di nessuna sovvenzione, e che l'editore (modestamente e con orgoglio) è uno dei pochissimi "editori puri" sul pianeta terra (ovvero un editore che non ha nessun interesse economico dalla propria attività e quindi mai sarà "addomesticabile" se non dalla sua coscienza). ]

 
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Paola Marras ha incontrato a "Un ponte per.." Simona Torretta. Ne è uscita fuori una bella intervista su orribili fatti, raccontati da chi in Iraq ha vissuto e lavorato. Credo che a distanza di due anni dal rapimento delle "due Simone", l'intervista renda giustizia ad una giovane donna che con la sua passione e professionalità ha saputo aiutare una popolazione in difficoltà tragiche, ancora oggi "ricordata" solo quando si parla di rapimenti. Da leggere e diffondere per capire bene quello che sta succedendo nel Paese dove siamo scesi in campo per portare la pace e la libertà.

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"Così come la Società delle Nazioni nasceva per volontà dei vincitori della prima guerra mondiale, parimenti l’Onu è di fatto sottomesso alla volontà dei cinque membri permanenti; perché se sono sufficienti nove voti favorevoli su 15 Paesi membri del Consiglio di sicurezza, per poter essere ammessi sono necessari tutti e cinque i voti favorevoli dei vincitori della seconda guerra mondiale" Un Adolfo Spezzaferro barrique sull'Organizzazione volta “a salvare le future generazioni dal flagello della guerra”.

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"Mentre a New York in interminabili consessi si discute, per esempio, di Costa d’Avorio, francesi, inglesi e americani, a Parigi, Londra e Washington, sistemano i reciproci soldatini sulla carta geografica dello sfortunato Paese africano e muovono le bandierine per espugnare una tonnellata di cacao in più, qualche miniera, un giacimento ipotetico di petrolio". Roberto Barbera ci rinfresca le idee sull' Organizzazione della Nazioni Unite e sulle evidenti contraddizioni etiche e politiche.

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"La guerra civile in Ruanda è stata una delle maggiori catastrofi umanitarie della fine del secolo scorso. Durante cento giorni di assoluta follia (dal 6 aprile alla metà di luglio del 1994) circa 800.000 persone - per lo più tutsi, esponenti dell'etnia minoritaria - sono state sterminate dagli assertori della supremazia hutu, nell'assoluta indifferenza della comunità internazionale e per giunta davanti allo sguardo impotente di un battaglione di caschi blu dell'UNAMIR (United Nations Assistance Mission for Rwanda)". Il racconto di una testimone: Laura Lo Prato Torregiani.

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Giulia Prinzi ha intervistato Chiara Bannella di Medici Senza Frontiere e Nicola Tarantino di Emergency. "Per conoscere approfonditamente una realtà che solo confusamente riuscivamo ad immaginare. Non ci hanno parlato esclusivamente di guerra e di pace, ma cosa significhi vivere e operare in paesi in cui i conflitti rappresentano la normalità". Le due organizzazioni umanitarie sono da sempre impegnate nei territori più colpiti da guerre e carestie, catastrofi naturali ed epidemie, sempre pronte a tendere una mano agli “ultimi” del nostro pianeta.

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"Parlare di dialogo fra religioni in un mondo, dove mantengono un primato indiscusso interessi politici ed economici, non è un percorso agevole. La difficoltà maggiore è individuare i principali interlocutori: Chi parla in nome di Chi, Chi parla per Cosa e sopratutto quale sia la meta finale di una professione di fede". Francesca De Marco sul "conflitto" tra Islam e Cattolicesimo tra pregiudizi e preconcetti.

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Patrizia Fortunato su un luogo dove le ceneri della guerra civile sono ancora bollenti, visto che "la Bosnia-Erzegovina, da sempre luogo di incontro-scontro tra popoli, religioni e culture diverse. Luogo di condivisione di spazi, tempi, emozioni, esperienze che trovano il loro fondamento nella necessaria convivenza di diversi gruppi etnici, racchiude in sé la storia del tragico destino del popolo bosniaco".


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"È sempre difficile ricostruire e raccontare con fedele aderenza ai fatti, origine, evoluzione e fine di una guerra. Soprattutto quando si parla di conflitti recenti, cui spesso il racconto storico si mescola all’interpretazione e alla rappresentazione mediatica di uno scontro. Della questione palestinese si è parlato e si continua a parlare tanto in televisione, quanto sui giornali, su Internet. In pochi, però, conoscono le numerose tappe di questo sanguinoso conflitto, tuttora acceso, che affonda le proprie radici già alla fine dell’Ottocento". Ce ne parla in un articolo utile per la memoria di tutti Monica Satriano.






 
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La prima parte di questo numero è stata pubblicata il 16/10/2006. Ultimo aggiornamento: 23/10/2006

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