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La sicurezza è centrale
La sicurezza è centrale
  "Se si considerano i terrificanti effetti che un incidente nucleare può determinare, sia con danni materiali immediati, sia con danni futuri alla popolazione, in particolare per quanto riguarda gli effetti genetici delle radiazioni, non si può certo dare torto ai legislatori" che considerano "lo sfruttamento dell'energia nucleare… attività estremamente pericolosa".  
  di D. Marchetti - Capo Ufficio Legislativo Ministeri Industria nel 1972 / foto di Pino Ramos pag. 1  
 

Mentre in Italia la terra trema, case e strade crollano e non si riesce nemmeno a presentare entro i termini stabiliti per legge una lista elettorale, il governo è determinato a rilanciare l'industria nucleare. Il petrolio e il carbone sono fonti inquinanti, mentre la fissione nucleare porterà energia pulita per tutti: è questo il messaggio che i promotori del nucleare continuano a ripetere.

E se al posto della nera massa oleosa che ha inquinato il Lambro e il Po nelle loro acque si fossero riversate gli scarti delle pulite centrali nucleari? L’indifferenza degli italiani verso tale disastro ecologico sarebbe stato lo stesso? Forse, ma il segno che avrebbe lasciato sulle generazioni future ne avrebbe per sempre acceso il ricordo.

Questa settimana Palamitonews ripropone un intervento di D. Marchetti, allora Consigliere e Capo dell’Ufficio Legislativo del Ministero dell’Industria, tratto dal XVII Congresso Nucleare di Roma del 1972, organizzato dall’allora Forum Italiano dell’Energia Nucleare con la collaborazione del Comitato Nazionale Energia Nucleare (CNEN) e dell’Ente Nazionale Energia Elettrica (ENEL).

Nel 1966 l’Italia si posizionava al terzo posto nella produzione mondiale di elettricità di origine nucleare, ma la legislazione di allora cosa affermava riguardo la “sicurezza degli impianti e la protezione della popolazione”?

TUTELA DELLA POPOLAZIONE NELL'ORDINAMENTO ITALIANO E NELLA NORMATIVA INTERNAZIONALE

Nel quadro delle attività pericolose, un posto particolare ha avuto sin dal suo sorgere lo sfruttamento dell'energia nucleare a scopi pacifici, che è stato costantemente considerato dai legislatori come attività estremamente pericolosa e soggetta, quindi, a prescrizioni e cautele particolarmente rigorose.

Se si considerano i terrificanti effetti che un incidente nucleare può determinare, sia con danni materiali immediati, sia con danni futuri alla popolazione, in particolare per quanto riguarda gli effetti genetici delle radiazioni, non si può certo dare torto ai legislatori, anche se talvolta si deve riconoscere che hanno abbondato in precauzioni.

Le legislazioni nucleari, però, non si limitano a dettare norme aventi una funzione preventiva per evitare il verificarsi di incidenti nucleari, ma contengono anche norme dirette ad apprestare i mezzi per il risarcimento dei danni conseguenti eventuali incidenti nucleari. Per il giurista la disciplina della prevenzione non presenta un particolare interesse, trattandosi di norme tecniche sul tipo di quelle previste per altre attività pericolose, differendone solo in relazione alla specie dell'attività; la seconda, invece, è di un estremo interesse per le soluzioni adottate che si discostano dagli ordinari principi in materia di responsabilità civile.

 
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