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Il Motorama

Il Motorama / 2

  Inchiesta a cura di Piero Casucci, tratto da "Scienza e Vita" n.76 / foto di Pino Ramos pag. 3  
 

Quest’anno la Chevrolet ha investito trecento milioni di dollari per lanciare il suo nuovo modello ’55, spendendo così la più forte somma che mai sia stata destinata alla produzione di una nuova vettura nella storia dell’automobile.

Ford ha stanziato invece 185 milioni di dollari per approntare la sua prima nuova carrozzeria dal 1949 ad oggi, ed entrambe le ditte hanno aumentato la potenza dei loro motor ad alto rapporto di compressione, toccando i 160 ÷ 180 cav.

Queste lotte tra giganti industriali si sviluppano, comunque, in sane condizioni di concorrenza.

D’altra parte, dopo una certa flessione accusata nel 1953 e ’54, il mercato sembra dover riprendere la sua espansione nel 1955 così da assorbire dai 5,6 ai 6 milioni di vetture.

La grave minaccia degli scioperi

Da un lato gli utenti sostituiscono rapidamente i loro veicoli usati, dall’altro l’aumento del reddito medio permette a molte famiglie di acquistare una seconda vettura, com’è provato dal fatto che le abitazioni in costruzione comportano una autorimessa per due vetture.

Nel 1948 il 4,8% delle famiglie aveva più di una vettura, ma la percentuale è salita all’11,1 nel 1950 e a 12,1 nel 1953, e continua ad aumentare; d’altra parte il 73% delle unità familiari dispone di una macchina.

Ma la situazione non è del tutto rosea.

Sul mercato, in continua espansione, pende infatti la minaccia degli scioperi.

È una minaccia particolarmente grave per quanto riguarda i tre grandi, i quali fino ad oggi hanno mantenuto salari più bassi degli altri.

La Unione dei lavoratori dell’automobile ha un nuovo cavallo di battaglia: vuole otenere salari annuali garantiti per tutti gli operai.

Le convenzioni collettive, attualmente in vigore, cessano di essere valide nella primavera del 1955: per tale epoca comincerà così un altro grosso scontro, quello tra gli industriali e gli operai.

 
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