|
Mi accennava che il controllo delle carceri è difficoltoso perché è un’istituzione chiusa. Ci può spiegare chi gestisce questo controllo e come mai c’è tale difficoltà?
«È difficile perché è un’istituzione chiusa. Se lei, per esempio, domani mattina vuole andare a vedere queste cose invece di chiederle a me non ci può andare. Questo è un fatto banale ma sostanziale, perchè condiziona poi tutta la vita dell’istituzione penitenziaria. È una vita che avviene al di là di un muro, e tutto sommato questa separatezza dalla società è una cosa che alla fine alla società stessa sta bene perché lì dietro si nascondono tutta una serie di problemi che alla fine sono problemi nostri. Diventano problemi dell’amministrazione penitenziaria ma in partenza erano problemi della collettività. E quindi c’è un problema di osservazione, di presa d’atto e di riportare all’esterno tutti questi problemi».
La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha condannato lo Stato italiano a risarcire un detenuto bosniaco non solo per le inaccettabili condizioni sulla sua detenzione nel carcere romano di Rebibbia ma perché ha ravvisato che lo stato di detenzione di questo detenuto (come tanti altri) non solo era contro le leggi italiane ma in piena contravvenzione alla legislazione internazionale contro le torture. Sulla base di ciò, ci puoi dire cosa pensa di noi l’UE e gli altri Paesi dell’Unione Europea? E com’è invece lo stato delle carceri negli altri Paesi UE?
«Oggi l’Unione Europea è una realtà molto disomogenea da questo punto di vista. Ci sono Paesi che ci assomigliano e ci sono Paesi, penso soprattutto a quelli dell’ex area di influenza sovietica, che hanno caratteristiche del sistema penitenziario molto diverso dal nostro. Per cui fare un confronto tra l’Italia e la realtà europea è difficile, perché appunto molto varia. Comunque all’interno di un quadro generale il problema principale dell’Italia in questo momento rispetto al resto dell’Europa è sicuramente il fenomeno del sovraffollamento.
Credo che siamo il Paese più sovraffollato dell’Europa, e comunque in competizione con ben pochi altri. L'altra caratteristica in cui primeggiamo e la presenza di stranieri in carcere, abbiamo di nuovo una delle percentuali più alte d’Europa, se non la più alta. Purtroppo abbiamo dati molto aggiornati sull’Italia, meno sugli altri Paesi, quindi per noi è un po’ difficile fare questi confronti. L’altro grande dilemma delle carceri italiane al momento è l’alta percentuale di detenuti in custodia cautelare, elevatissima rispetto alla media europea».
|