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| Le assurdità della fluorizzazione dell’acqua / 1 |
| di Paul Connet, PhD; tratto da Nexus n. 57 / foto di Pino Ramos | pag. 3 |
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4) Se il fluoruro fosse necessario per una dentatura forte, ci si aspetterebbe di trovarlo nel latte materno – nel quale però il livello è di 0,01 ppm, ovvero 100 volte inferiore a quello presente nell’acqua di rubinetto fluorizzata (IOM, 1997) 5) I bambini delle comunità non sottoposte alla fluorizzazione stanno già ottenendo da altre fonti la cosiddetta dose “ottimale” (Heller et al., 1997). In realtà molti vengono già sovraesposti al fluoruro. La fluorizzazione è INEFFICACE perché: 1) i principali ricercatori del settore riconoscono che i benefici del fluoruro sono topici e non sistemici (Fejerskov, 1981; Carlo, 1983; CDC, 1999,2001; Limeback, 1999; Locker, 1999; Featherstone, 2000). 2) I principali ricercatori del settore riconoscono inoltre che il fluoruro è inefficace nel prevenire le fessurazioni e le cavità indotte da carie, che costituiscono l’85% delle carie sperimentate dai bambini (JADA, 1984; Gray, 1987; White, 1993; Pinkham, 1999). 3) Vari studi indicano che la carie dentale si presenta con la stessa velocità, se non addirittura superiore, tanto nei paesi industrializzati non fluorizzati che in quelli fluorizzati (Diesendorf, 1986; Colquhoun, 1994; Organizzazione Mondiale della Sanità, Online). 4) Secondo la più vasta indagine condotta negli USA, mettendo a confronto bambini che avevano trascorso tutta la vita in comunità fluorizzate e bambini per cui ciò non valeva, la differenza di incidenza della carie è risultata minima. Tale differenza non era clinicamente significativa né si è dimostrata tale sotto il profilo statistico (Brunelle e Carlos, 1990) 5) Negli USA i casi peggiori di carie si presentano nei sobborghi poveri delle grandi città, che nella loro grande maggioranza sono fluorizzate da decenni. 6) Quando la fluorizzazione è stata interrotta in comunità della Finlandia, dell’ex Germania Est, di Cuba e del Canada, l’incidenza della carie non è aumentata ma, invece, ha continuato a diminuire (Maupome et al., 2001; Kunzel e Fischer, 1997, 2000; Kunzel et al., 2000; Seppa et al., 2000). |
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