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I ricercatori del Los Alamos National Laboratory sostengono che l'installazione del primo supercomputer in grado di superare la barriera del petaflop di potenza rappresenta per la comunità scientifica internazionale “un avvenimento pari per importanza a quello dell'introduzione del primo computer”.
Come è stato riportato nei giorni scorsi, IBM ha realizzato su commissione del Dipartimento dell'Energia del Governo degli Stati Uniti un sistema capace di effettuare più di un milione di miliardi di operazioni al secondo.
Si tratta del doppio circa della velocità del computer attualmente più potente, Blue Gene della stessa IBM. Battezzato Roadrunner, il nuovo supercomputer verrà installato ad agosto presso il Los Alamos National Laboratory, nel Nuovo Messico, e sarà utilizzato per applicazioni nei campi dell'astronomia, della ricerca atomica, dell'energia, delle scienze e nello studio dei cambiamenti climatici.
“Per la prima volta nella storia un computer sarà così potente da far girare alcune simulazioni scientifiche multiscala”, sottolinea John Morrison, ricercatore del Los Alamos National Lab. La simulazione multiscala è la disciplina che consente di simulare, per esempio, l’influenza delle nanotecnologie e dei nanosistemi su sistemi di scala superiore.
La dinamica di un qualsiasi sistema tecnologico, o persino naturale, è infatti determinata dalle varie interazioni (bio-chimico-fisiche) che si sviluppano attraverso un ampio spettro di scale spaziali e temporali: da quelle atomiche a quelle macroscopiche. “E' una cosa della quale si parla da diverso tempo, ma che ora sembra finalmente poter diventare realtà”, commenta Morrison.
Roadrunner è attualmente ancora ospitato presso una facility di IBM a New York, dove si sono già recati tre diversi gruppi di ricercatori del Los Alamos National Lab, in totale una cinquantina di persone, per cominciare a prendere confidenza con il sistema. I tre gruppi di scienziati hanno già iniziato a usare Roadrunner per effettuare operazioni relative alla mappatura del cervello umano, allo studio dei cambiamenti climatici e alla fisica delle correnti oceaniche.
“Penso che potremo affrontare problemi nemmeno sfiorati fino ad ora, e che potremo guardare alla scienza in un modo completamente nuovo”, sottolinea Terry Wallace, direttore associato in scienza, tecnologia e ingegneria a Los Alamos. “Per noi scienziati è come quando è stato inventato il primo computer. E' come andare al lavoro su un'automobile invece che su un triciclo...”.
Stando a quanto dichiarato da IBM, il nuovo supercomputer richiederà una settimana per effettuare elaborazioni che con il più veloce sistema disponibile 10 anni fa avrebbero richiesto vent'anni... In totale, Roadrunner combina qualcosa come 6.562 processori AMD dual-core e 12.240 motori Cell. Supporta ben 80 terabyte di memoria e occupa uno spazio pari a circa 300 frigoriferi, Per connettere tutte le sue parti sono stati necessari 90 km di fibra ottica. Il sistema funziona con software Linux di Red Hat. Nel complesso è costato 100 milioni di dollari. Per il suo trasporto da New York fino al Nuovo Messico serviranno 21 rimorchi... “.
Il progetto Roadrunner è la prima significativa espressione di quello che chiamiamo computing ibrido”, spiega David Turek, vice presidente Deep Computing di IBM. “Al suo centro ci sono processori tradizionali utilizzati da sistemi come pc portatli e server, intorno ci sono i motori Cell, dello stesso tipo di quelli utilizzati nella PlayStation 3 di Sony”. La barriera del petaflop (in realtà bisognerebbe dire petaflops, in quanto FLOPS è l'acronimo di FLoating OPerations per Second, cioè operazioni in virgola mobile al secondo) è da undici anni nel mirino dei principali costruttori di supercomputer, da quando cioè è stata infranta la barriera del teraflop.
I due gruppi di ricercatori che stanno lavorando sui cambiamenti climatici e sulle correnti oceaniche hanno già potuto sperimentare, con Roadrunner, risultati impressionanti in termini di precisione delle simulazioni. Prima di questo computer, infatti, era possibile effettuare simulazioni con una definizione geografica di 20, al massimo 10 chilometri. Ora è possibile analizzare aree molto più piccole, “con il risultato che non solo le simulazioni stanno diventando più precise ma che stiamo osservando e analizzando fenomeni a livello fisico che prima non potevamo immaginare”, afferma Wallace.
Uno dei fenomeni al quale Wallace fa riferimento è il modo in cui l'energia viene trasportata dagli oceani, cosa che probabilmente è fondamentale per le previsioni meteorologiche di tutti i giorni. Un altro progetto su cui gli scienziati stanno lavorando è relativo alla simulazione della vista umana. Secondo Wallace, Roadrunner aiuterà la comunità scientifica a realizzare una tecnologia per la visione artificiale effettivamente utilizzabile nell'arco di una decina d'anni.
Tratto da:
http://www.cwi.it/notizia/14641/1213740000/Roadrunner-Importante-almeno-quanto-la-nascita-del-primo-computer/1--Per-la-prima-volta-nella-storia.html
del 18 Giugno 2008 - Computerworld - Tecnologie
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