No way out / n°293
S
  di Paola Marras / pagina 2
 

Lo sbarco sulla Luna del 1969 continua, ancora oggi, ad accendere molte polemiche. Con gli ormai potenti telescopi terresti ma anche con quelli che orbitano nello spazio, si potrebbe puntare la famosa bandiera americana o i resti dell'Apollo 11, per avere finalmente la conferma dello sbarco? Perché non è ancora stato fatto?

"Considerando la presenza di telescopi potentissimi che riescono a scrutare il profondo cielo, è probabile che ciò sia stato fatto. Nulla è stato divulgato poichè, probabilmente, nel caso in cui non si trovi più nulla della missione Apollo 11, una spiegazione plausibile da fornire all’opinione pubblica, oggi, può risultare la meno probabile".

Nel 1977 il Dr. Jerry R. Ehman, del progetto SETI, riceve un segnale, conosciuto come "segnale wow" (a causa della parola scritta a margine del tabulato del calcolatore di Ehman). Tre anni prima fu trasmesso l'altrettanto famoso messaggio di Arecibo, composto da cifre binarie che se ordinate formano un'immagine nella quale si possono riconoscere varie informazioni. Di qualche giorno fa è la notizia che la NASA trasmetterà nello spazio le note dei Beatles. A che punto è, e quali risultati ha dato, la ricerca di segnali extraterresti con questi progetti di trasmissione-ascolto?

"La ricerca di segnali intelligenti provenienti dallo spazio, ad oggi, pubblicamente e ufficialmente, non ha ancora portato a nulla di fatto. Esiste il programma SETI@Home, che consente, attraverso un’applicazione da installare sul proprio PC collegato ad Internet, di elaborare i dati del radiotelescopio di Arecibo, sfruttandone i “tempi morti” di elaborazione. In realtà, non sappiamo come questi dati vengano elaborati e se, nel caso ci fosse l’elaborazione di un segnale definito interessante, se questo possa essere reso pubblico. La centralità di certe informazioni e il loro monopolio, è ancora un problema da risolvere.
In quanto alla musica da inviare, proporrei le musiche del film Mission To Mars, scritte e dirette dal grande Ennio Morricone, che forse emozioneranno gli extraterrestri, quanto emozionano me. Sono straordinarie... forse penseranno che ci sia vita intelligente sulla terra".


Da poco è trapelata la notizia, a seguito delle ricerche del dott. Bergrun, che "i misteriosi segnali captati dalle sonde spaziali come le vecchie Voyager 1 e 2 e la super tecnologica Cassini Huygens, sono la dimostrazione della presenza di giganteschi veicoli spaziali che sono operanti nelle vicinanze di Saturno". Cosa ci può dire al riguardo? Quali prove ci sono dietro questa affermazione?

"Da quando Internet ci aiuta a vedere al di là della nostra immaginazione, è possibile trovare anche in rete, filmati trattati dalle missioni spaziali della NASA, alcuni autentici, altri falsi, pertanto, prove schiaccianti, scientificamente parlando, non ce ne sono.
Che la NASA nasconda la verità sul fenomeno UFO è ormai certo. Se le fotografie e o i filmati provenienti dalle sonde Voyager 1 e 2 e dalla Cassini Huygens, sono autentici (e davanti ad un PC non è possibile stabilirlo con certezza, ovviamente), possono solo avvalorare l’ipotesi che chi ha in mano i mezzi e la conoscenza monopolistica della spazio e delle esplorazioni spaziali, sa bene cosa c’è nello spazio, oltre a ciò che già conosciamo o pensiamo di conoscere leggendo libri ed enciclopedie.
La sonda Cassini Huygens, avrebbe, tra l’altro, immortalato degli enormi oggetti cilindrici nei pressi negli anelli di Saturno.
Il sito di riferimento è:


http://saturn.jpl.nasa.gov/multimedia/images/index.cfm

Di circa un mese fa è la notizia che il ministro della Difesa di Tokyo, Shigeru Ishiba, avrebbe allertato le proprie forze armate per rispondere ad un eventuale attacco alieno, affermando che "non ci sono elementi per escludere che gli Ufo esistano e che alcune forme di vita li controllino". Come si può interpretare questa dichiarazione così inaspettata e apparentemente senza prove a cui allacciarsi?

"L’idea che circola da tempo nel mondo dell’ufologia, è che attraverso i media televisivi, a tutti i livelli (film, documentari, ecc.), i governi mondiali stiano cercando di informare sempre di più, l’opinione pubblica, su una possibile realtà quale la presenza di civiltà extraterrestri e che gli avvistamenti di UFO, negli anni sempre più crescente, non sia effetto di un’allucinazione, ma di una possibile realtà. La questione del contatto, tra la civiltà terrestre e quelle extraterrestri, in molti, potrebbe portare ad uno sconvolgimento esistenziale non indifferente, specialmente nelle persone che si considerano profondamente religiose. Le dichiarazioni del governo giapponese, potrebbe portare nella stessa direzione, ovvero, il rilascio, graduale, di affermazioni su una possibile verità che se si mostrerà tale, sarà il più grande avvenimento della storia dell’uomo, e cosa potrà accadere quel giorno, nessuno è realmente in grado di prevederlo. Pertanto, informare, sembra essere la strategia migliore per non trovarsi totalmente impreparati".

Il più famoso caso dell'ufologia è sicuramente quello di Roswell. Ci può raccontare cosa avvenne i primi di luglio del 1947 e, dopo sessant'anni di ricerche sul campo, di quali verità l'ufologia è in possesso?

"Roswell salì alla ribalta della cronaca mondiale, per via di un annuncio fatto dalla RAAF (509° stormo bombardieri di istanza a Roswell), sul ritrovamento di un disco volante caduto a circa 70 miglia a nord-ovest di Roswell, verso Corona.
Il padrone del ranch, Mac Brazel, scoprì degli strani rottami nel suo ranch.
Lo stesso Mac Brazel, seppe di un premio di $ 3,000 per la consegna dei rottami.
Portò una piccola parte di questi, presso l’ufficio dello sceriffo della contea, George Wilcox, il quale avvertì l’ufficiale addetto ai servizi segreti di intelligence della base del 509° stormo bombardieri di istanza a Roswell, il Maggiore Jesse Marcel.
Il comandante della base della RAAF, William Blanchard, ordinò a Maggiore Marcel e ad altri, di recarsi sul posto e di intraprendere tutte le iniziative utlili al recupero dei rottami.



Maggiore Jesse Marcel


Sulla strada di ritorno verso la base, con la sua vettura piena di rottami, il Maggiore Marcel, fece tappa a casa, tra l’1 e le 2 di notte, per mostrare alla moglie, ciò che avevano trovato.
Il figlio, Jesse Marcel Jr. si accorse della presenza di strani simboli di color rosa-porpora, nel mezzo di un frammento a forma di binario, storicamente denominato “I-Beam”. Alcuni giorni dopo, Marcel fu inviato a Fort Worth laddove furono inviati precedentemente, i frammenti dei rottami ritrovati, per essere meglio esaminati.
Il comandante della base, il Generale Ramey decise di fornire ai giornali una nuova versione dell’accaduto.
Per questo, incaricò lo stesso Marcel, di mostrare ai giornalisti i rottami dell’oggetto recuperato.



rottami pallone sonda


Jesse Marcel con i rottami della sonda


Entrato nella stanza dove si sarebbe tenuta la conferenza con i giornalisti, il Maggiore Marcel riconobbe subito che i frammenti disposti sul pavimento, erano di un pallone-sonda e non dell’oggetto da lui recuperato qualche giorno prima... ma dovette tacere!".

 
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