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Per quanto riguarda la "Faccia" di Marte nella piana di Cydonia, le varie missioni che si sono succedute al Viking ci hanno mostrato le immagini di una innocente collinetta erosa dal vento. Ci può illuminare sulla vicenda e sulle polemiche che ne sono seguite?
"La “Faccia di Marte”, nota anche come la “Sfinge di Cydonia Mensae”, venne individuata dall’allora brillante ed immaginifico Dr Richard Hoagland il quale, osservando con attenzione i frames ottenuti dal Viking Orbiter One, scoprì questo rilievo davvero bizzarro il quale – come chiunque può vedere bene – assomiglia decisamente (MA SOLO SE OSSERVATO DA UNA GRANDE DISTANZA!) ad un volto umanoide. Un volto umanoide rivolto al cielo.
E’ evidente la splendida simbologia che si potrebbe rinvenire in una siffatta scultura…se il rilievo in oggetto fosse realmente una scultura!
Ad ogni modo, a “scoperta” fatta, il buon Dr Hoagland, facendo quello che qualsiasi Cacciatore di Anomalie avrebbe fatto in un caso simile, mostrò “La Faccia di Marte” al Mondo e speculò sulla sua possibile “origine artificiale” (anzi: la diede PER OVVIA e PER SCONTATA!), ma si guardò bene dal “dimostrarla”. Se ne guardò bene dal farlo perché, ovviamente, non poteva farlo.
Lui vendette al Pubblico una Verità: la sua.
Mai un dubbio.
Mai un “forse” o un “potrebbe essere”.
Mai un condizionale: MAI.
Lui disse che la scoperta era epocale e che quanto si vedeva nel frame Viking era un qualcosa che era stato creato da “mani intelligenti” (Hoagland non si prese nemmeno la briga di escludere expressis verbis l’eventualità che la collinetta di Cydonia fosse nulla di più del frutto dall’incessante opera del vento e, forse – in un tempo remoto –, dell’acqua che scorreva su Marte e delle intemperie che sferzavano il Pianeta). Probabilmente molti Amici Appassionati di Spazio e Dintorni mi detesteranno profondamente d’ora in poi, ma quello che vorrei dire è solo questo: tra l’individuare un rilievo “bizzarro” (e cioè una “unusual surface feature”, come scrivono alla NASA, che ogni individuo, grazie alla sua esperienza ed intelligenza, può collegare – visivamente e logicamente – ad una struttura non naturale – leggi: ad una statua, un tempio, un monumento etc. – operando delle mere associazioni) ed il dimostrare l’origine non naturale del rilievo stesso, ci corre (come MINIMO…) la stessa distanza che separa la Terra da Marte.
Hoagland, agendo esclusivamente pro domo sua, mostrò la “scoperta” al Mondo (anche la CNN, mi pare di ricordare, gli dedicò tempo e spazio) ed il Mondo, in larga parte – perché il Popolo degli Appassionati, l’ho detto e lo ripeto, è fatto, si, da persone Intellettualmente Vivaci e Superentusiaste, ma è pure costituito, in una larghissima maggioranza, da individui che, nonostante il possesso delle prime due suddette qualità, sono anche (non sempre per loro colpa) straordinariamente impreparati da un punto di vista tecnico e scientifico – se la bevve acriticamente o quasi.
La figura dell’Amateur Scientist, in fondo, è proprio fondata su questa assunzione: c’è intelligenza e passione (ed anche preparazione, entro certi limiti), ma ci sono anche delle inevitabili mancanze. Lacune. Buchi tecnici, insomma. Mancanze, lacune e buchi tecnici che distinguono, alla fine, l’Amateur dal Professional.
Lei si renderà agevolmente conto, a questo punto, del fatto che il Professional (in qualsiasi Campo lo si trovi e/o lo si metta) acquisisce una grande Responsabilità verso gli Amateurs: la Responsabilità di “fornire gli strumenti di analisi”. Noi pensiamo, sbagliando, che i Professionisti della Scienza (o dell’Anomaly Hunting), debbano dare sempre e solo delle risposte. E se non le danno, allora sono “scarsi”.
Ma non è vero e non è questo il modo di ragionare, secondo me.
In primo luogo perché non è detto che i summenzionati Professionals sìano effettivamente e sempre in grado di dare queste risposte (e che le loro risposte, se date, sìano effettivamente corrette…); in secondo luogo perché se si danno solo risposte, agendo come degli Dei ex-machina (e ci sono Istituzioni, anche famose, che operano esattamente in questo modo…), gli Appassionati, alla fine, non “cresceranno” mai.
Magari troveranno (anzi: di certo troveranno) sempre nuovi quesiti e sempre nuovi spunti, ma non saranno mai capaci, per difetto di conoscenza, di arrivare da soli non dico alla Verità (che molto spesso è elusiva), ma neppure ad una costruzione logica capace di far loro distinguere la visione di quello che una cosa sembra dalla percezione di ciò che quella cosa effettivamente è.
Iniziamo a dare informazioni su come funziona la mente umana e sul come vengono fatte le associazioni logiche e visuali, ad esempio.
Aggiungiamo un minimo di informazioni circostanziali – per restare nel nostro ambito – sulle tecniche base di fotografia orbitale, sulle deformazioni dei rilievi ripresi i quali si pongono ai margini della zona inquadrata in rapporto ai rilievi ripresi che si trovano invece sulla perpendicolare dell’Orbiter; diamo le informazioni essenziali per l’interpretazione dell’immagine, e cioè: l’altezza da cui lo scatto è stato effettuato, le dimensioni dell’area ripresa, l’altezza del Sole sull’Orizzonte Locale, la mappa della Regione (così che i dettagli non vengano interpretati in maniera avulsa dal contesto al quale essi accedono)!
Lo so che così il Lavoro “diventa difficile” e – magari – pure “noioso” (me lo hanno detto in tanti: lo so che tantissimi la pensano così), ma la Verità è che il lavoro di Ricerca delle possibili Anomalìe (meglio sarebbe dire Ricerca di Rilievi Superficiali Anomali) non è un lavoro che si può improvvisare e non è un lavoro che si può fare “a tempo perso”.
E’ un lavoro complesso, articolato e multidisciplinare il quale, piaccia o no, richiede competenze e preparazione specifica non solo (e non tanto) in tema di Fotografia, ma anche in materie quali la Geologia, le Scienze Atmosferiche e, insomma ed in generale, le Scienze Planetarie.
In qualità di Presidente e Fondatore di Lunar Explorer Italia, una delle mie “passioni” (o “fissazioni”, se vuole) è quella, si, di individuare Rilievi Superficiali Anomali, ma poi di fornire ai Lettori quelle informazioni minime che loro devono usare – se vogliono – per farsi un’opinione informata propria la quale non si esaurisca in un “mi sembra di vedere una piramide”, “mi sembra di vedere un nome o un numero” e/o “mi sembra di vedere la faccia di un cane o di un gatto”.
Certo, molte volte chi lavora per Lunexit ed io stesso proviamo ad imbeccare i Lettori fornendo spunti, ipotesi, idee, provocazioni (quando è necessario o utile), ma la Verità è che noi cerchiamo di “fornire spunti e mezzi di analisi”. Poi i Lettori devono, in un certo senso (nel senso buono del termine intendo), “arrangiarsi”. Devono fare le loro analisi e trarre le loro conclusioni.
La “minestra pronta” (alla Hoagland) non serve a nessuno. O meglio: serve solo a chi “la vende”.
Ma la Verità non la troveremo mai “in vendita” (e di regola a “buon mercato”); la Verità dovremo sudarcela. Dovremo imparare a riconoscerla ed a perseguirla.
Magari, alla fine del percorso, non saremo arrivati ad afferrarla, ma una cosa è certa: operando come noi suggeriamo, l’arricchimento individuale – a “fine corsa”, lo ripeto – ci sarà comunque stato. Ma comprando e poi mangiandosi (o bevendosi) avidamente le altrui “Certezze” – tanto resistenti quanto un castello di carte esposto al vento – senza mai neppure provare a costruirsi le proprie, mi creda, non serve a nulla. Serve solo a creare dei “Fans” di questo o di quell’Autore, ma non servirà mai a creare Ricercatori o Appassionati realmente ed effettivamente Capaci e Competenti".
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