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Per quanto riguarda Marte, dalle storiche foto del Viking fino alle passeggiate dei piccoli robot americani, ci sono giunte delle immagini che ci fanno pensare a forme di vita intelligente sul pianeta. Ci può raccontare la cronistoria delle osservazioni che fanno pensare a Marte come un luogo dove un tempo c'era la vita?
"Se parliamo di osservazioni di quelle caratterizzazioni della superficie di Marte le quali fecero pensare all’esistenza, ad esempio, di “canali” e, con essi, di mari, laghi, nuvole e probabile vegetazione, allora dobbiamo tornare indietro di quasi un secolo e mezzo ed andare a riguardare il Lavoro del Grandissimo Astronomo Italiano Giovanni Virginio Schiaparelli (fu lui, infatti, nell’AD 1877, approfittando di una cosiddetta Grande Opposizione Terra-Marte, ad individuare delle curiose strutture lineari sul Pianeta Rosso. Strutture che poi battezzò “canali”).
L’idea che su Marte esistano delle Forme di Vita esiste, in fondo, da sempre.
I Marziani sono da sempre presenti nell’Inconscio Collettivo (pensi alla “Guerra dei Mondi”, ad esempio, ed a quello che accadde negli USA nel lontanissimo 1938, “grazie” al genio di un giovanissimo Orson Welles…).
Ma tornando (quasi) ai nostri giorni, direi che fu sin dalle prime Missioni Sovietiche ed Americane (parlo dei Progetti Mars – primi Anni ’70 – e Phobos – 1989 –, per l’Agenzia Spaziale Sovietica e dei Progetti Mariner – che si protrasse dalla metà degli Anni ’60 e sino alla metà degli Anni ’70 – e Viking 1 e 2 – 1976) che apparve del tutto evidente (ad occhi abituati a scrutare le superfici di mondi diversi dalla Terra) che, su Marte, di “segni evidenti di una Civiltà” (attuale o pregressa) e di “Forme di Vita di Tipo Terrestre” non ce n’erano.
Ad ogni modo, una possibile “spinta” all’idea che, sul Pianeta Rosso, se non altro, vi fossero state delle Forme di Vita (batterica e quindi io direi, in questo caso, “di Tipo Terrestre”), giunse nel 1996, grazie al lavoro del Dr David McKay il quale, forse a ragione e forse a torto – ma, in ogni caso, agendo prematuramente, a mio parere – annunciò la scoperta di un microrganismo fossile in un meteorite di provenienza marziana. Ad ogni modo (e tanto per essere chiari ed esaustivi), questo primo possibile indizio dell'esistenza di vita extraterrestre è tuttora sub-judice e, come si sa, siamo ancora lontanissimi dal poter confermare o smentire l’Ipotesi di McKay. Le “ulteriori” osservazioni che fanno pensare a Marte come un luogo dove un tempo c’era la Vita (di Tipo Terrestre), derivano tutte dall’opera di Scienziati e Ricercatori di Frontiera i quali, muovendosi sulle orme tracciate dal Dr Richard Hoagland e dalla sua “Scuola”, hanno cercato e cercano di far vedere (a mio avviso assai malamente e senza riuscirci), attraverso analisi sommarie e pre-orientate di frames orbitali (ossìa di fotografie scattate da Sonde che orbitano intorno al Pianeta Rosso ad altezze che variano dai 250 agli oltre 1000 Km di altitudine), l’esistenza di rovine di insediamenti urbani, templi, cave e tante altre cose stravaganti.
A tal riguardo potrei citare i nomi di innumerevoli Ricercatori (Americani, Francesi, Italiani e Russi) che hanno lanciato la moda dell’”Indagine Eso-Archeologica”, ma preferisco – solo per quieto vivere – non farlo. Comunque vorrei rimandare a due articoli, pubblicati qualche mese fa sul nostro Blog “TruePlanets”, in cui la Materia dell’Eso-Archeologia viene, a mio avviso, affrontata con calma e rigore (ed un pizzico di ironia). Il titolo del primo articolo è “Le Misere Ricchezze dell’European Space Agency”; il titolo del secondo articolo è “Lettere da Marte”".
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