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Le sonde terrestri si sono "concentrate" soprattutto su tre pianeti ed un satellite: Marte, Venere e la Luna. Ci sono pervenute delle osservazioni sull'eventuale esistenza di vita su questi corpi celesti?
"La realtà è che le nostre Sonde Automatiche si sono ormai concentrate soprattutto su Marte.
Per quanto attiene il monitoraggio del Pianeta Rosso “from above”, pensi – tanto per restare in epoca recente – al lavoro egregiamente svolto dalla Sonda NASA “Mars Global Surveyor” – da pochi mesi dichiarata “fuori servizio” (insomma: tecnicamente “defunta”) – nonché agli altri Orbiter NASA “2001 Mars Odyssey” e “Mars Reconnaissance”, tuttora – e splendidamente – operativi.
Mi viene difficile parlare dell’operato della Sonda ESA “Mars Express”, poiché conosco davvero poco quel Progetto e quindi, piuttosto che dire sciocchezze e/od inesattezze, preferisco lasciar perdere.
Certo è che la qualità intrinseca del Lavoro NASA è imparagonabile a quella del Lavoro ESA, direi da tutti i punti di vista (ed anche l’atteggiamento generale NASA verso la Popolazione dei Ricercatori e degli Appassionati, rispetto a quello adottato dall’ESA, è molto più semplice, elegante e discorsivo).
Venere è stata di recente raggiunta da un’altra Sonda ESA (Venus Express), ma non posso dire molto al riguardo poiché lo studio di Venere, in tutta onestà, non fa parte del mio specifico e più aggiornato bagaglio.
Assolutamente fantastico è il Lavoro che, da oltre 4 anni, i Mars Exploration Rover “Spirit” ed “Opportunity” stanno facendo sul suolo Marziano ed è pure davvero rimarchevole l’Opera svolta (ed in corso di svolgimento) dalla Sonda NASA/ESA Cassini/Huygens, nello Spazio di Saturno.
La Luna, dopo la Missione NASA Clementine (una Missione che ha sollevato più dubbi ed ambiguità che altro), è diventata – sembra – nuovamente un target appetibile. E d’altronde non potrebbe essere altrimenti: quando dicevo che, per arrivare su Marte, occorre preparare anche degli ulteriori avamposti (per training, sperimentazione, forse anche per lanci a gravità ridotta etc.), la Luna – va da sé… – non può che essere il primo.
Stupefacente (e, da alcuni punti di vista, quasi “sospetto”) l’interesse per la Luna che, dopo la NASA e l’ESA (con la Sonda SMART-1), hanno manifestato le Agenzie Spaziali di Giappone e Cina. Chissà…Se lei mi chiedesse, a questo punto, quale potrebbe essere il motivo di una nuova (eventuale ed io dico “auspicabile”) Corsa alla Luna, io non farei alcuna fatica a dirle che si tratta di “caccia a Risorse Naturali”. Forse sarò un po’ cinico, ma passata la “Sfida Propagandistica” USA/URSS della fine degli Anni ’60, e passata (ammesso che sia mai esistita…) la “Sfida Scientifica ed Umana allo Spazio”, io penso che gli interessi che spingono le Agenzie Spaziali ad “andare in alto”, possono essere solo degli interessi economici.
Qualcuno dice anche “interessi (potenzialmente) bellici”, ma io sono un po’ scettico su questo punto.
No, a mio avviso si tratta di interessi Economici puri. Per quanto attiene la Luna, direi che l’elemento decisivo per l’industria energetica del futuro potrebbe essere l’Elio-3, i cui abbondanti depositi sulla sua superficie fanno gola a tanti. Ecco, un possibile problema per il futuro, a Colonizzazione Lunare iniziata, sarà lo stabilire “cosa spetta a chi”. Mi pare che anche le risorse dell’Antartide sìano – ancora oggi – soggette a differenti claims da parte di svariati Stati e quindi, se ancora “litighiamo” per stabilire “a chi tocca” sfruttare una porzione della superficie e del sottosuolo terrestre, figuriamoci che cosa potrà accadere quando si realizzerà in via definitiva che anche la Luna (e tutto il resto del Sistema Solare) può essere una straordinaria sorgente di “ricchezza” (“ricchezza” nel senso di “possesso di risorse naturali strategicamente importanti”).
Ma mi scusi: mi accorgo che ho divagato.
Si chiedeva se l’esplorazione – e le relative osservazioni, sebbene occorse in modalità remota (e cioè senza uomini a bordo) – della Luna, Marte, Venere e, aggiungiamo, del Sistema di Saturno, hanno già fornito evidenze di Vita Extra-Terrestre, giusto?!?
La risposta è, come ovvio (ufficialmente ed al momento), no. Forme di Vita di “Tipo Terrestre” non ne sono state inequivocabilmente identificate. Anzi: togliamo l’inequivocabilmente, così non facciamo disinformazione.
Ad oggi, non sono state individuate Forme Vitali di Tipo Terrestre al di fuori del nostro Pianeta.
Lei si starà domandando, molto probabilmente, perché “calco la mano” sul concetto di Forma Vitale “di Tipo Terrestre”… La risposta, come lei saprà, spesso è nascosta (in parte, se non altro) nella domanda stessa. L’Uomo, a mio parere (e forse con ciò dimostrando una leggera pigrizia intellettuale e, soprattutto, quello Spirito Antropocentrico del quale avevamo parlato in precedenza) nello Spazio, in fondo, cerca “se stesso”. Ma non nel senso “filosofico” del termine (o almeno, non solo in quel senso). L’uomo cerca nello Spazio gli stessi “mattoni” che hanno permesso la “costruzione” della Vita sulla Terra. Gli stessi “mattoni” che sono la nostra stessa struttura: la nostra corporeità. La nostra fisicità.
Noi, insomma.
Ora, io non dubito che, nell’Universo, da qualche parte – magari vicino (relativamente) alla Terra, o magari in chissà quale remota galassia –, vi possano essere delle Forme Vitali simili o analoghe alla Specie Umana, ma l’idea di limitare “a priori” la ricerca a queste Forme di Vita…a me pare un pò una forzatura. Un errore, insomma.
Pensi a questo: già sulla Terra, se guardiamo – per esempio – al mare, agli oceani, subito troviamo Forme di Vita che sono PROFONDAMENTE DIVERSE (da tutti i punti di vista) le une dalle altre.
Eppure sono tutte quante “immerse” nello stesso mare.
Nello stesso oceano.
Alcune sono pacifiche, e si nutrono di plancton o di piante; altre sono specie invece essenzialmente predatorie ed onnivore.
Alcune nuotano, si muovono; altre sono ferme. Sempre.
Alcune hanno un corpo rigido, sostanzialmente unitario, e delle pinne; altre hanno corpi snodati, antenne ed articolazioni vere e proprie; altre ancora hanno tentacoli.
Molte Forme di Vita del mare posseggono uno scheletro; molte altre no.
E così via.
Ora, se guardiamo all’Universo come ad un Oceano (infinito, per giunta), come diavolo facciamo a pensare di poter trovare un qualcosa di necessariamente simile (o addirittura identico) a noi?
Una testa, due braccia, due gambe, due occhi, etc.
Ma generalizzo ulteriormente: Forme di Vita basate sul Carbonio. Come noi.
Ma chi lo ha detto? Ma dove è stata mai scritta una simile corbelleria (anzi: una simile bestemmia)?
Ma quale “Visione Scientifica” c’è dietro questa ricerca unidirezionale?
Forse solo una. Una “Visione” che dice: se esistono, da qualche parte, là fuori, delle Creature “Senzienti”, allora esse DEVONO essere simili o identiche a noi.
Un esempio classico (ed attuale): dove c’è acqua, c’è Vita; dove non c’è acqua, non c’è Vita.
Vero.
Ma solo a condizione che facciamo quella precisazione di cui sopra: dove non c’è acqua (né, vado ad aggiungere, aria – ossìa una miscela di gas “respirabili” – e dove le temperature non oscillano all’interno di un range che noi stessi definiamo come “accettabile”), allora non c’è Vita…“di Tipo Terrestre”. Riprendo e chiudo: ad oggi, sulla Luna, Venere, Marte e, per quanto abbiamo potuto rilevare, nel Sistema di Saturno (per quello di Giove non me la sento di esprimere un parere sin tanto che non avremo studiato la Luna Galileiana “Europa” più a fondo), non esistono (rectius: non abbiamo visto/trovato) Forme di Vita di Tipo Terrestre.
Forse, fra qualche anno, su questa “precisazione”, qualche Scienziato costruirà delle nuove Teorie che, a differenza di quanto avviene oggi, verranno viste, lette ed interpretate con un’apertura mentale che, al momento, io non riesco a vedere né a trovare negli ambienti Scientifici “tradizionali”.
Mi piacerebbe anche parlare, a dire il vero, di quella quasi automatica – ma, in fondo, impropria – correlazione che da molti viene fatta tra l’eventuale esistenza di una “Forma di Vita” (extraterrestre) e la sua “Intelligenza” e “Consapevolezza”. Ma questo discorso, forse il più importante, renderebbe la nostra chiacchierata davvero troppo lunga…".
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