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Parcheggio nell’ex cortile della scuola fatiscente: è una mattinata di sole ed intorno a me corrono i ragazzi della palestra che ha trovato collocazione al pianterreno della ex scuola. Scendo dalla macchina con tutte le mie cartelle e cartelline e mi sento chiamare: è Rita, una delle colonne della banca. E’ una bella signora alta e bruna, con grandi occhi brillanti ed un leggero accento umbro; è alla banca da prima di me ed io ci sono da cinque anni. Sta andando al “mercatino”. Ma ecco arriva anche Anna, la “referente” del “mercatino”.
Poiché le attività di gruppo, alla nostra banca, sono tante e noi operatori siamo sopraffatti dalle incombenze, abbiamo la figura del referente, un “correntista” affidabile, che gestisce il suo gruppo. Il suo compito principale è annotare le presenze sul foglio presenze, ogni ora di lezione come alunno sarà un’ora a debito, come insegnante, a credito. Noi gestiamo infatti il conto corrente di ciascuno e comunichiamo i dati di sintesi delle ore scambiate al Comune. Inoltre il “referente” gestisce le assenze, i cambiamenti di giorno e di orario ed, in generale, l’andamento dell’attività di gruppo.
Intanto Rita ed Anna mi aiutano ad attaccare la nuova locandina alla vetrata: fra poco è l’otto marzo ed abbiamo previsto un evento in Comune, nella grande sala Consiliare. Proietteremo un filmato realizzato da Aleph Film per conto di RAI EDUCATIONAL dal titolo la “Storia d’Italia attraverso il fotoromanzo” e ci sarà, oltre le istituzioni e le associazioni del Municipio, il regista, il nostro gruppo di danze rinascimentali, le canzoni del nostro correntista napoletano Francesco, il rinfresco preparato dagli amanti della cucina ed i lavori delle signore del “mercatino”.
Sì, perché il gruppo del “mercatino” è anomalo: è un gruppo che dà e non riceve nulla, o meglio non riceve nulla in termini di tempo, ma riceve, in realtà il piacere di stare insieme e condividere la passione e la soddisfazione di saper “creare” con le proprie mani oggetti utili da vendere, offrendo il ricavato in beneficenza.
Nel frattempo abbiamo salito due piani di scale e siamo giunti alla sede della banca. Siamo ora nella stanza che noi chiamiamo “gialla”, poi abbiamo la stanza “grande”, quella dei “computer” e la segreteria. C’è anche la stanza del parquet che è di un’altra associazione, ma con giochi di incastri, degni del più complesso orario scolastico, riusciamo a condividere le stanze, nel corso della settimana, ed a farci vivere più di trenta attività di gruppo: dall’inglese, allo spagnolo, alle poesie in francese, alla tastiera, al teatro, allo yoga, allo sportello d’ascolto, di diritto, all’autobiografia, alla qualità della vita, ecc.
Le nostre attività cambiano continuamente in funzione della fantasia e delle attitudini dei nostri “correntisti”. Ma torniamo alla stanza “gialla” ed alle signore del “mercatino”. Anna è già alla macchina da cucire, sta preparando un costume per gli attori del teatro, poi vedo Vita, Luciana, Anna Maria, ancora Anna Maria che è anche il martedì in segreteria, Maria Teresa, Laura, Rita appunto e tante altre. Mi fanno vedere le ultime, bellissime, bambole per l’UNICEF. Sono bambole di pezza, con il viso dipinto a mano ed interamente realizzate da loro con grande accuratezza: calzini ricamati, vestitini di seta, riccioli di lana, ecc. Vengono consegnate all’UNICEF che le vende, utilizzando il ricavato per vaccinare i bambini africani.
Ogni bambola ha un nome e, quando viene venduta, arriva una cartolina con una frase di apprezzamento del compratore. Ma sono le dieci passate ed io non ho ancora aperto la segreteria. Fuori della porta c’è già Mario, l’animatore della conversazione in inglese del lunedì a casa di Maria Luisa, che ci è venuto a trovare: vorrebbe riprendere la sua attività di gruppo “la Bibbia come letteratura”.
E’ un pastore cristiano evangelico canadese, con i figli sposati in Canada e le sue attività sono molto apprezzate. Concordiamo il giorno e l’ora per il seminario, se ci saranno adesioni lo riprenderemo, altrimenti lo riproporremo l’anno prossimo. Infatti c’è anche una stagionalità per gli inizi di attività: a febbraio, spesso, le persone sono già organizzate, mentre ad ottobre sono desiderose di fare qualcosa di nuovo.
Massimo, il mio compagno di turno, sta cercando di “sbloccare” la nostra fotocopiatrice e mi fa un cenno di saluto dall’altra parte della stanza. Da quando c’è lui, dotato per nostra fortuna di grande manualità ed iniziativa, la sede ha assunto un aspetto molto meno caotico: sembra quasi un ufficio vero! Per fortuna, però, i quadri, le foto e gli oggetti dei nostri “correntisti” la mantengono speciale. Oggi, in via eccezionale, c’è anche Grazia, la nostra informatica, che già accende il computer e si prepara ad aggiornare gli archivi con gli ultimi iscritti, a leggere e distribuire le e-mails, a inviare le nostre novità ai correntisti.
Ma comincia, come sempre, a squillare il telefono. E’ Mila la nostra guida nelle bellissime passeggiate, artistico/storiche, per Roma. Ci annuncia una visita guidata in Ghetto per il prossimo 23 febbraio e mi chiede, in cambio, qualcuno che l’aiuti a fare ordine nei suoi depliants, accumulatisi negli anni. Poi arriva Marilena, impara, con l’appassionata Teresa, le tecniche del decoupage, ed è bravissima nell’occuparsi della cosa “pubblica” affiancandoci spesso nel rapporto con le istituzioni della zona; ha seguito, l’anno scorso, il progetto dell’AMA sulla raccolta differenziata ed ora andrà con noi, ai tavoli della concertazione sociale con il Municipio.
Il fratello Luciano, invece, acquisisce le prime nozioni d’inglese e dà consigli condominiali. Sono quasi 600 i “correntisti” e noi siamo in sette, ma ciascuno di noi può effettuare soltanto un turno a settimana o poco più (la banca è aperta quattro giorni a settimana, con due persone per ogni turno) e così tutto viene scritto su rubrica e “giornale di bordo”, perché la difficoltà maggiore per noi è quella di scambiarci le informazioni.
Entro la mattinata devo ricordarmi di telefonare a Marco, che impara spagnolo ed in cambio insegnerà inglese; i suoi alunni, per la prima lezione, arrivano giovedì alle 18 e lui non ha ancora ricevuto la conferma.
Tutto a posto, ma un altro problema si affaccia: il nostro regista Giampiero vuole lezioni di computer, ma può soltanto il giovedì alle 18. Il giovedì, non capiamo perché, è un giorno molto richiesto, mentre il venerdì è poco amato dai nostri correntisti e sul grande quadernone settimanale che ci serve, con un delicato sistema di post-it, per allocare gli spazi, nel paginone del venerdì ci sono parecchi quadrati vuoti. Non riesco a trovare nessuno, finché mi viene in mente di cercare fra quelli che seguono yoga il giovedì alle 19 e finalmente una ragazza è disposta a venire un’ora prima per insegnare computer a Giampiero.
E’ qualche minuto che, mentre parlo al telefono, c’è una signora seduta di fronte a me, è venuta a chiedere informazioni ed io, come faccio quando siamo tutti occupati (Grazia è sempre al computer ed anche Massimo è al telefono), le ho dato da leggere i nostri materiali informativi. Finalmente la posso ascoltare e lei, come ormai avviene spesso, è venuta perché qualcuno le ha parlato delle nostre attività, in particolare: “shiatsu”.
E’ molto interessata, ma anche preoccupata, e come a volte accade, non sa cosa dare in cambio. La rassicuro: ci capita spesso che le persone siano convinte di non saper far “nulla” o comunque di non aver nulla da dare, salvo scoprire, poi, esattamente il contrario. Così la signora si iscrive ed insieme, senza forzare la situazione, concordiamo che, per il momento, offrirà, in cambio di shiatsu, aiuto nella preparazione degli eventi, dove serve sempre una mano. Compiliamo i vari moduli previsti, le consegno il tesserino ed il libretto di assegni e lei, sorridendo, se ne va.
Guardo l’orologio e mi accorgo che, come sempre, il tempo è volato: è l’una. Devo correre al mercato, fare la spesa e consegnare a Biagio, il mio fornitore di verdura e frutta, che viene ogni giorno da Fondi, un pacco di locandine del nostro evento in Municipio e lui le distribuirà con l’aria di consegnare qualcosa di prezioso, riservato alle clienti affezionate.
Così raccatto tutto, saluto Pantaleo che ha da poco iniziato ginnastica posturale nella stanza “grande”, Grazia che sta spegnendo il computer, Massimo che chiude le finestre e corro giù.
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