Crisi Sinistra / n°286
Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra...
Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra...
  "...la sinistra italiana, dopo la fine del comunismo non è mai riuscita a trovare una dimensione ideologica stabile e dei riferimenti precisi, per cui oscilla tra il neocomunismo di Diliberto e Bertinotti e le spinte social democratiche e quelle liberal clintoniane incarnate da altri soggetti" - Gianni Alemanno (AN)
di Paola Marras / foto di Pino Ramos
 

Mentre il Senato degli Stati Uniti vota il ritiro delle truppe dall’Iraq, in Italia lo stesso ramo del Parlamento fa l’esatto contrario, approvando il finanziamento delle missioni militari all’estero.

La maggioranza americana è così risultata coerente rispetto a quei valori esaltati durante la corsa per il Congresso. Un atteggiamento contrario non sarebbe stato perdonato, infatti, dall'elettorato statunitense.

Diversamente, la nostra coalizione di governo è invece responsabile di un “doppio tradimento”, come sostiene Gianni Alemanno, deputato e Presidente della Federazione di Roma di Alleanza Nazionale.

Spiega infatti che: «quando delle forze politiche si assumono l’onere di governare, almeno una cosa devono garantire ai cittadini: quel minimo di affidabilità e di coerenza necessaria per produrre scelte chiare e legittime. Ma Romano Prodi e i partiti che lo sostengono si ostinano a non prendere atto di una situazione che li rende strutturalmente inaffidabili e in questo modo impediscono qualsiasi evoluzione positiva del nostro bipolarismo e la crescita della governabilità del nostro paese». (1)

Chiediamo così ad Alemanno se questa crisi della sinistra è dovuta ad una crisi di leadership e di classe dirigente o di idee e ideologie?

“Sicuramente è una crisi di ideologie, perché anzi lo spessore della classe dirigente della Sinistra in parte compensa questa crisi drammatica. La realtà è che la sinistra italiana, dopo la fine del comunismo non è mai riuscita a trovare una dimensione ideologica stabile e dei riferimenti precisi, per cui oscilla tra il neocomunismo di Diliberto e Bertinotti e le spinte social democratiche e quelle liberal clintoniane incarnate da altri soggetti”.

Dopo cinque anni di governo di centrodestra, cosa hanno provocato circa dieci mesi di governo di centrosinistra al Paese e alla vita dei cittadini? Esistono dei dati oggettivi che possono descrivere l’andamento negativo del Paese, denunciato da molti? Se sì, ci può fare qualche esempio?

“Il Paese non va male, sta di fatto affrontando un ciclo positivo, ma per merito dei lavoratori e degli imprenditori italiani e per il ciclo internazionale positivo e non per merito del governo. Il dato più saliente di questo governo è la messa in campo di una Finanziaria che ha prodotto un aumento della pressione fiscale, generando inoltre circa dieci miliardi di euro di spese di carattere dirigista e inutili per lo sviluppo del Paese. Gli effetti concreti di questa Finanziaria si vedranno nei prossimi mesi, ma c’è il rischio che questa manovra possa spegnere la ripresa congiunturale che è in atto nel Paese”.

Per Alemanno, il concetto del duplice tradimento della Sinistra è palese soprattutto a seguito della manifestazione del 17 febbraio scorso contro la base di Vicenza, perché «da un lato…colpisce tutti i cittadini italiani che avrebbero diritto ad un governo capace di gestire in maniera chiara e trasparente la politica estera e la politica delle alleanze internazionali; dall’altro lato strumentalizza e illude quella parte di cittadini che a Vicenza subiscono oggettive difficoltà dall’allargamento della base americana». (2)

E allora gli chiediamo quale differenza intercorre tra le istanze della sinistra di base e la sinistra di governo? La sinistra di governo rischia di divenire un simulacro di quella che invece fa le manifestazioni a Vicenza?

“Non è il simulacro, sono due sinistre diverse che convivono nella stessa maggioranza di governo. Ci sono forse, addirittura, tre sinistre. Quella che ho definito massimalista e neocomunista, la sinistra socialdemocratica e la sinistra liberale: queste tre anime non hanno un baricentro preciso e confliggono costantemente. Questa spaccatura attraversa verticalmente la sinistra, dalle classi dirigenti fino alla base e quindi il conflitto e l’ incomprensione che si generano sono ancora più grandi delle incomprensioni che si possono creare tra le basi elettorali e i vertici politici”.

Perché molti critici ed elettori di sinistra paragonano l’azione di questo governo ad una politica di destra? Che cos’è che secondo lei reputano “di destra”? Per esempio la politica estera? O quella economica?

“Non credo ci sia nulla di destra in questo governo. Credo invece che ci sia qualche tendenza di carattere tecnocratico, incarnata da Padoa Schioppa e da alcuni ministri oppure qualche tendenza di un liberismo nemico del ceto medio, ma tutto questo non si può definire di destra”.

Essere di sinistra ed essere di destra, nel terzo millennio, che cosa significa?

“Essere di destra significa credere nella persona umana e nelle appartenenze, nelle sue radici, nelle sue tradizioni, nei suoi legami di valori che devono formare la realtà sociale e politica. Essere di sinistra significa inseguire un’emancipazione astratta che distacca l’individuo e le masse da queste appartenenze e da questi radicamenti: dalla Patria, dai valori della famiglia, dai valori religiosi a tutto quello che si definisce identità di un popolo”.

Link:
(1) (2) http://www.giannialemanno.info/dett_Editoriale.asp?ArticoloId=7716


 
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