Dichiarzione di dipendenza / n°285
Fashion da morire
Fashion da morire
  "L'aspetto fisico è il miglior biglietto da visita per avere successo in ogni situazione. Parola delle numerosissime fashion victims, donne di ogni età disposte a tutto pur di apparire sempre bellissime e curate in ogni dettaglio. A costo di soffrire".
di Pamela Cocco / foto di Pino Ramos
 

La moda ti fa bella. Ma non solo. In alcuni casi ti fa ammalare. E’ emerso da una ricerca apparsa recentemente sul mensile "Salute", secondo la quale 8 donne su 10 diventano delle “fashion victim”.

Non si tratta di un malore di natura psicologica, anche se molto spesso la cura maniacale del corpo e del modo di vestire è indicativo di problemi non solo organici. Dolori e fastidi fisici che arrecano danno al nostro organismo sono i sintomi reali provocati da alcuni capi di abbigliamento femminile. Questo studio ha suscitato molte polemiche e curiosità intorno al microcosmo del gentil sesso e al suo modo di concepire l’esteriorità. Anche se il famoso motto “chi bella vuole apparire un poco deve soffrire” è un paradigma che accompagna il genere femminile, e non solo quello occidentale, da secoli. Basta vedere qualche film in costume per renderci conto di come le donne di altri tempi si adeguavano ai parametri di bellezza dell’epoca con espedienti non naturali, come potevano essere busti e corsetti che lesionavano anche parti interne, compromettendo la circolazione e la respirazione oltre a rendere i movimenti più macchinosi.

La moda è ciclica e a volte ritorna con qualche caratteristica legata all’attualità, così come le sue problematiche correlate. Ora questo fenomeno delle Moda killer sembra dilagare e ciò che più fa discutere è la componente fisica-organica dei danni, poiché il dolore è tangibile e l’effetto è qualcosa che si può vedere, toccare e porta a delle conseguenze traumatiche. Donne di qualsiasi età, con una concentrazione maggiore tra i 20 e i 55 anni, infatti, sono in balia di gingilli e accessori che conferiscono alla donna un aspetto sexy e conforme ai canoni di bellezza moderna, ma che sono anche i responsabili di malori.

La lista nera di indumenti e accessori colpevoli è fitta. I maggiori indiziati sono jeans troppo aderenti, perizomi, reggiseni con il ferretto, collant, bigiotteria e scarpe strette con tacco alto. Reazioni allergiche, dermatiti, arrossamenti ed escoriazioni ai piedi costringono infatti molte donne a recarsi da specialisti. L’82% delle donne ha avuto almeno una volta disagi del genere. Questi dati della ricerca condotta sono esplicativi di una grossa fetta della popolazione femminile.

Noi di Palamitonews ci siamo recati nel luogo “rosa” per antonomasia: un salone da parrucchiere di Roma, il posto delle confidenze, delle problematiche dell’universo Donna. Abbiamo chiesto se queste signore si sentivano delle fashion victim.

Ha avuto problemi e fastidi provocati da accessori e abiti?

“Di recente sono andata dal ginecologo, per fastidi e pruriti dovuti all’intimo indossato”.

Non era una regolare visita di controllo?

“No, accusavo un dolore intenso ai limite della sopportazione e mi sono recata dal mio specialista”.

La causa?

“Biancheria intima. Il materiale sintetico e il contatto con questo mi ha irritata”.

Qual è il consiglio del medico in questi casi?

“Lavarsi con delle lavande per lenire l’arrossamento; mi ha totalmente sconsigliato di acquistare intimo a basso prezzo di materiale sintetico. Cotone, seta e pizzo elasticizzato sono i tessuti indicati, meglio puntare sulla qualità di un buon tessuto soprattutto quando si parla di parti intime”.

Eri allergica a qualche materiale, per questo hai avuto questa reazione?

“No, non ho avuto mai problemi simili. Ma il mio ginecologo mi ha detto che molte sono le donne che soffrono di questi disagi dovuti a perizomi e reggiseni “in” ma deleteri per il corpo. Ne soffre specialmente chi è allergico al nichel solfato, in quei casi materiale sintetico e colorato può causare irritazioni ben più gravi”.

Seduta accanto a questa ragazza, c’è una signora in posa con la testa bagnata, che ci racconta alcuni problemi dovuti alle scarpe.

Quali scarpe porta?

“Ho la passione per le scarpe, a punta tonda, punta quadrata non importa. Ciò che mi piace tantissimo è la scarpa con il tacco alto, minimo 8 cm. Sin da giovanissima li ho portati, prima per moda, ora proprio perché sento che è una caratteristica della mia personalità. Senza non ci saprei stare”.

Le hanno causato effetti collaterali?

“Sì, purtroppo da un po’ di tempo dal dolore e indolenzimento a cui ero abituata, ma che risolvevo una volta ritornata a casa con massaggi e pediluvi, ho cominciato a soffrire di mal di schiena e dolori lombo sacrali, tanto da essere costretta ad andare dall’ortopedico”.

Qual è stato il responso?

“La causa le scarpe, il tacco troppo alto e il prolungato utilizzo. Quindi, dopo una cura di infiammatori, la mia situazione è migliorata e non c’è stato bisogno di lastre”.

Ed ora cosa deve fare?

“Mi ha detto che i tacchi così alti li dovrei abbandonare, o per lo meno limitarne l’uso, magari in qualche occasione speciale come feste e matrimoni. Dovrei adottare un tacco 4 cm, ma non credo che questo mal di schiena riuscirà a farmi perdere le mie abitudini, magari andrò al lavoro con un paio di scarpe di riserva”.

Nella poltrona della messa in piega, c’è una donna abbronzantissima, un colore cioccolata, un colore innaturale frutto di numerose sedute di lampade.

Lampade o mare, con questo tempo potrebbe anche essere ritornata dalle vacanze?

“Sono lampade, è evidente”.

Quante se ne fa?

“Circa 2 a settimana”.

E’ esosa un’abitudine del genere?

“No, ho l’abbonamento che è molto conveniente”.

Due a settimana sono parecchie, non ne basterebbe una, visto che la base scura già se l’è preparata?

“Ormai sono abituata e quando non vado le 2 volte, mi vedo più bianca”.

Certo, ci vuole tanta fantasia per vedersi chiare!

“Lo so , ma è una questione di abitudine, ormai sono abituata a vedermi con questo colore”.

Perché se ne fa così tante?

“Perché mi piace sentirmi sempre abbronzata, mi fa sentire bene, vedo che mi toglie i difetti che la carnagione chiara rende più evidenti”.

D’estate quindi l’effetto pelle ambrata non è più una novità per lei?

“Infatti l’estate non mi sento mai abbastanza scura perché anche le altre sono scure”.

Un abuso di questi apparecchi può provocare altri difetti anche permanenti come l’invecchiamento della pelle, le rughe etc. Ha fatto i conti con questi fattori?

“Certo, vedo che la pelle ne risente, ma credo che faccia male anche truccarsi molto pesantemente per avere un colorito migliore, io invece non uso nulla sulla pelle. Poi, finché reggerà la mia pelle ok, dopo ci saranno altre soluzioni”

Quindi chirurgia estetica?

“Sì, perché no, solo quelle dello spettacolo possono farlo?”.

Ma quanti anni ha?

Sorride, non mi risponde e dopo un po’afferma … “sicuramente poco più di te”.

Queste brevi interviste denotano come ancora questo problema non costituisca necessariamente un allarme e come le donne, con trepidante attesa, aspettino le novità del mercato nel settore bellezza.
Ora vediamo l’altra faccia della medaglia e chiediamo a chi, indirettamente, della dipendenza dalla moda delle donne fa il proprio business: il titolare di un salone di bellezza estetico-parrucchiere di Roma.

Quali sono i trattamenti più richiesti in questo periodo?

“Da un po’ di tempo a questa parte sono lampade, unghie ricostruite ed applicazione di extension”.

C’è un target di donne più “dipendenti” rispetto ad altre o si tratta di un fenomeno trasversale?

“Abbiamo clienti abituali di 15 -20 anni e donne anche di 40- 50 anni che richiedono gli stessi trattamenti”.

Queste tipologie di servizi sono molto costose?

“Il prezzo medio delle unghie ricostruite va dai 60 agli 80 euro, le extension hanno un costo variabile, che dipende dal numero di ciocche da applicare... per un testa normale 150 ciocche possono essere sufficienti, per aver un buon risultato su teste più folte ne occorrono anche 200”.

Il prezzo per ogni ciocca?

“Si parte da un prezzo medio di 2.50 €, però è sempre relativo; bisogna tenere in considerazione il colore e il tipo di capello richiesto. Se è un capello di qualità che non compromette il capello naturale il prezzo si può alzare”.

Avete avuto molte richieste?

“Sì! Basti pensare che a volte, quando se le fa una ragazza, la settimana dopo vengono altre sue amiche che vogliono lo stesso trattamento, stesso taglio, stesso colore, etc.”.

Quindi è proprio un fenomeno di serie?

“Sicuramente. Le richieste di colori e tagli non differiscono molto”.

Quindi la donna non bada a spese pur di sentirsi bella?

“Fortunatamente per me devo dire di no. Basti vedere il boom che stanno avendo attività come la mia. Ovviamente ci sono dei limiti, ma ad alcune cose il genere femminile non sa proprio rinunciare; una donna può essere disposta a limitarsi su altro, ma sull’aspetto fisico non lesina”.

Quali sono i tempi di questi trattamenti? Hanno bisogno di altre cure di mantenimento successive?

“Certo è meglio star dietro a queste cose, come per tutte le applicazioni non naturali hanno bisogno di accortezze e attenzioni”.

La donna spende molto per uniformarsi alla maggioranza, anche a rischio di apparire ridicola?

“No, non tutte per lo meno. Ma si avverte anche il bisogno di non sentirsi diverse dalle altre, specie se non più giovanissime, c’è una volontà esasperata di fermare il tempo”.

In questo momento, qual è il personaggio cui le donne si ispirano per l'aspetto fisico?

“Ora, per esempio, il taglio dei capelli come quello della Ventura sta spopolando. Il caschetto biondo lievemente sfilacciato va per la maggiore, qualche mese fa il taglio della cantante Tatangelo”.

Qual è la spinta secondo lei?

“Le donne vogliono cambiare, piacere, piacersi e soprattutto stupire”.

Anche a costo di farsi del male?

“Gli effetti nocivi magari si vedono a lungo termine, per cui le donne non hanno un riscontro immediato degli aspetti negativi, e non si sentono troppo in dovere di fare prevenzione. Anche andare in palestra tutti i giorni e fare allenamenti molto faticosi può causare problemi all’organismo. Bisogna fare attenzione alle dosi e all’intensità”.

Lo sa che, a volte, ad esempio nel caso dell'esposizione a raggi per avere una tintarella caraibica, ad una dipendenza psicologica si affiancano danni al corpo femminile?

“Ma questo molte donne lo sanno, eppure vogliono lampade con una potenza sempre più forte; in poche usano protezioni come crema protettiva o occhialetti per riparare le parti delicate. Qualche anno fa, andavano di moda le treccine giamaicane. Si sapeva che un materiale sintetico avrebbe rovinato il capello ma non è bastato a far desistere chi voleva avere un aspetto esotico che la moda di quell’anno suggeriva”.

Per quanto riguarda le unghie ricostruite, invece, in quante sanno che, una volta tolte, le unghie naturali necessitano di trattamenti specifici a base di smalti ricostituenti studiati per rinforzarle?

“Questo dipende dal tipo di unghia che si ha, ma naturalmente, ripeto, come in tutte le cose che non ci vengono da madre natura alcune imperfezioni ci possono essere”.

Quindi belle a tutti i costi?

“Beh, penso proprio di sì e come dare torto d’altronde! Lei conosce un biglietto da visita migliore di un aspetto piacevole a prima vista?”.

 
  pagine: uno