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La moda ti fa bella. Ma non solo. In alcuni
casi ti fa ammalare. E’ emerso da una ricerca apparsa recentemente
sul mensile "Salute", secondo la quale 8 donne su 10 diventano
delle “fashion victim”.
Non si tratta di un malore di natura psicologica, anche se molto spesso
la cura maniacale del corpo e del modo di vestire è indicativo
di problemi non solo organici. Dolori e fastidi fisici che arrecano
danno al nostro organismo sono i sintomi reali provocati da alcuni capi
di abbigliamento femminile. Questo studio ha suscitato molte polemiche
e curiosità intorno al microcosmo del gentil sesso e al suo modo
di concepire l’esteriorità. Anche se il famoso motto “chi
bella vuole apparire un poco deve soffrire” è un paradigma
che accompagna il genere femminile, e non solo quello occidentale, da
secoli. Basta vedere qualche film in costume per renderci conto di come
le donne di altri tempi si adeguavano ai parametri di bellezza dell’epoca
con espedienti non naturali, come potevano essere busti e corsetti che
lesionavano anche parti interne, compromettendo la circolazione e la
respirazione oltre a rendere i movimenti più macchinosi.
La moda è ciclica e a volte ritorna con qualche caratteristica
legata all’attualità, così come le sue problematiche
correlate. Ora questo fenomeno delle Moda killer sembra dilagare e ciò
che più fa discutere è la componente fisica-organica dei
danni, poiché il dolore è tangibile e l’effetto
è qualcosa che si può vedere, toccare e porta a delle
conseguenze traumatiche. Donne di qualsiasi età, con una concentrazione
maggiore tra i 20 e i 55 anni, infatti, sono in balia di gingilli e
accessori che conferiscono alla donna un aspetto sexy e conforme ai
canoni di bellezza moderna, ma che sono anche i responsabili di malori.
La lista nera di indumenti e accessori colpevoli è fitta.
I maggiori indiziati sono jeans troppo aderenti, perizomi, reggiseni
con il ferretto, collant, bigiotteria e scarpe strette con tacco alto.
Reazioni allergiche, dermatiti, arrossamenti ed escoriazioni ai piedi
costringono infatti molte donne a recarsi da specialisti. L’82%
delle donne ha avuto almeno una volta disagi del genere. Questi dati
della ricerca condotta sono esplicativi di una grossa fetta della popolazione
femminile.
Noi di Palamitonews ci siamo recati nel luogo “rosa” per
antonomasia: un salone da parrucchiere di Roma, il posto delle confidenze,
delle problematiche dell’universo Donna. Abbiamo chiesto se queste
signore si sentivano delle fashion victim.
Ha avuto problemi e fastidi provocati da accessori
e abiti?
“Di recente sono andata dal ginecologo, per fastidi e pruriti
dovuti all’intimo indossato”.
Non era una regolare visita di controllo?
“No, accusavo un dolore intenso ai limite della sopportazione
e mi sono recata dal mio specialista”.
La causa?
“Biancheria intima. Il materiale sintetico e il contatto con
questo mi ha irritata”.
Qual è il consiglio del medico in questi
casi?
“Lavarsi con delle lavande per lenire l’arrossamento;
mi ha totalmente sconsigliato di acquistare intimo a basso prezzo di
materiale sintetico. Cotone, seta e pizzo elasticizzato sono i tessuti
indicati, meglio puntare sulla qualità di un buon tessuto soprattutto
quando si parla di parti intime”.
Eri allergica a qualche materiale, per questo
hai avuto questa reazione?
“No, non ho avuto mai problemi simili. Ma il mio ginecologo
mi ha detto che molte sono le donne che soffrono di questi disagi dovuti
a perizomi e reggiseni “in” ma deleteri per il corpo. Ne
soffre specialmente chi è allergico al nichel solfato, in quei
casi materiale sintetico e colorato può causare irritazioni ben
più gravi”.
Seduta accanto a questa ragazza, c’è una signora in posa
con la testa bagnata, che ci racconta alcuni problemi dovuti alle scarpe.
Quali scarpe porta?
“Ho la passione per le scarpe, a punta tonda, punta quadrata
non importa. Ciò che mi piace tantissimo è la scarpa con
il tacco alto, minimo 8 cm. Sin da giovanissima li ho portati, prima
per moda, ora proprio perché sento che è una caratteristica
della mia personalità. Senza non ci saprei stare”.
Le hanno causato effetti collaterali?
“Sì, purtroppo da un po’ di tempo dal dolore
e indolenzimento a cui ero abituata, ma che risolvevo una volta ritornata
a casa con massaggi e pediluvi, ho cominciato a soffrire di mal di schiena
e dolori lombo sacrali, tanto da essere costretta ad andare dall’ortopedico”.
Qual è stato il responso?
“La causa le scarpe, il tacco troppo alto e il prolungato
utilizzo. Quindi, dopo una cura di infiammatori, la mia situazione è
migliorata e non c’è stato bisogno di lastre”.
Ed ora cosa deve fare?
“Mi ha detto che i tacchi così alti li dovrei abbandonare,
o per lo meno limitarne l’uso, magari in qualche occasione speciale
come feste e matrimoni. Dovrei adottare un tacco 4 cm, ma non credo
che questo mal di schiena riuscirà a farmi perdere le mie abitudini,
magari andrò al lavoro con un paio di scarpe di riserva”.
Nella poltrona della messa in piega, c’è una donna abbronzantissima,
un colore cioccolata, un colore innaturale frutto di numerose sedute
di lampade.
Lampade o mare, con questo tempo potrebbe anche
essere ritornata dalle vacanze?
“Sono lampade, è evidente”.
Quante se ne fa?
“Circa 2 a settimana”.
E’ esosa un’abitudine del genere?
“No, ho l’abbonamento che è molto conveniente”.
Due a settimana sono parecchie, non ne basterebbe
una, visto che la base scura già se l’è preparata?
“Ormai sono abituata e quando non vado le 2 volte, mi vedo
più bianca”.
Certo, ci vuole tanta fantasia per vedersi chiare!
“Lo so , ma è una questione di abitudine, ormai sono
abituata a vedermi con questo colore”.
Perché se ne fa così tante?
“Perché mi piace sentirmi sempre abbronzata, mi fa
sentire bene, vedo che mi toglie i difetti che la carnagione chiara
rende più evidenti”.
D’estate quindi l’effetto pelle ambrata
non è più una novità per lei?
“Infatti l’estate non mi sento mai abbastanza scura
perché anche le altre sono scure”.
Un abuso di questi apparecchi può provocare
altri difetti anche permanenti come l’invecchiamento della pelle,
le rughe etc. Ha fatto i conti con questi fattori?
“Certo, vedo che la pelle ne risente, ma credo che faccia
male anche truccarsi molto pesantemente per avere un colorito migliore,
io invece non uso nulla sulla pelle. Poi, finché reggerà
la mia pelle ok, dopo ci saranno altre soluzioni”
Quindi chirurgia estetica?
“Sì, perché no, solo quelle dello spettacolo
possono farlo?”.
Ma quanti anni ha?
Sorride, non mi risponde e dopo un po’afferma … “sicuramente
poco più di te”.
Queste brevi interviste denotano come ancora questo problema non costituisca
necessariamente un allarme e come le donne, con trepidante attesa, aspettino
le novità del mercato nel settore bellezza.
Ora vediamo l’altra faccia della medaglia e chiediamo a chi, indirettamente,
della dipendenza dalla moda delle donne fa il proprio business: il titolare
di un salone di bellezza estetico-parrucchiere di Roma.
Quali sono i trattamenti più richiesti
in questo periodo?
“Da un po’ di tempo a questa parte sono lampade, unghie
ricostruite ed applicazione di extension”.
C’è un target di donne più
“dipendenti” rispetto ad altre o si tratta di un fenomeno
trasversale?
“Abbiamo clienti abituali di 15 -20 anni e donne anche di
40- 50 anni che richiedono gli stessi trattamenti”.
Queste tipologie di servizi sono molto costose?
“Il prezzo medio delle unghie ricostruite va dai 60 agli 80
euro, le extension hanno un costo variabile, che dipende dal numero
di ciocche da applicare... per un testa normale 150 ciocche possono
essere sufficienti, per aver un buon risultato su teste più folte
ne occorrono anche 200”.
Il prezzo per ogni ciocca?
“Si parte da un prezzo medio di 2.50 €, però è
sempre relativo; bisogna tenere in considerazione il colore e il tipo
di capello richiesto. Se è un capello di qualità che non
compromette il capello naturale il prezzo si può alzare”.
Avete avuto molte richieste?
“Sì! Basti pensare che a volte, quando se le fa una
ragazza, la settimana dopo vengono altre sue amiche che vogliono lo
stesso trattamento, stesso taglio, stesso colore, etc.”.
Quindi è proprio un fenomeno di serie?
“Sicuramente. Le richieste di colori e tagli non differiscono
molto”.
Quindi la donna non bada a spese pur di sentirsi
bella?
“Fortunatamente per me devo dire di no. Basti vedere il boom
che stanno avendo attività come la mia. Ovviamente ci sono dei
limiti, ma ad alcune cose il genere femminile non sa proprio rinunciare;
una donna può essere disposta a limitarsi su altro, ma sull’aspetto
fisico non lesina”.
Quali sono i tempi di questi trattamenti? Hanno
bisogno di altre cure di mantenimento successive?
“Certo è meglio star dietro a queste cose, come per
tutte le applicazioni non naturali hanno bisogno di accortezze e attenzioni”.
La donna spende molto per uniformarsi alla maggioranza,
anche a rischio di apparire ridicola?
“No, non tutte per lo meno. Ma si avverte anche il bisogno
di non sentirsi diverse dalle altre, specie se non più giovanissime,
c’è una volontà esasperata di fermare il tempo”.
In questo momento, qual è il personaggio
cui le donne si ispirano per l'aspetto fisico?
“Ora, per esempio, il taglio dei capelli come quello della
Ventura sta spopolando. Il caschetto biondo lievemente sfilacciato va
per la maggiore, qualche mese fa il taglio della cantante Tatangelo”.
Qual è la spinta secondo lei?
“Le donne vogliono cambiare, piacere, piacersi e soprattutto
stupire”.
Anche a costo di farsi del male?
“Gli effetti nocivi magari si vedono a lungo termine, per
cui le donne non hanno un riscontro immediato degli aspetti negativi,
e non si sentono troppo in dovere di fare prevenzione. Anche andare
in palestra tutti i giorni e fare allenamenti molto faticosi può
causare problemi all’organismo. Bisogna fare attenzione alle dosi
e all’intensità”.
Lo sa che, a volte, ad esempio nel caso dell'esposizione
a raggi per avere una tintarella caraibica, ad una dipendenza psicologica
si affiancano danni al corpo femminile?
“Ma questo molte donne lo sanno, eppure vogliono lampade con
una potenza sempre più forte; in poche usano protezioni come
crema protettiva o occhialetti per riparare le parti delicate. Qualche
anno fa, andavano di moda le treccine giamaicane. Si sapeva che un materiale
sintetico avrebbe rovinato il capello ma non è bastato a far
desistere chi voleva avere un aspetto esotico che la moda di quell’anno
suggeriva”.
Per quanto riguarda le unghie ricostruite, invece,
in quante sanno che, una volta tolte, le unghie naturali necessitano
di trattamenti specifici a base di smalti ricostituenti studiati per
rinforzarle?
“Questo dipende dal tipo di unghia che si ha, ma naturalmente,
ripeto, come in tutte le cose che non ci vengono da madre natura alcune
imperfezioni ci possono essere”.
Quindi belle a tutti i costi?
“Beh, penso proprio di sì e come dare torto d’altronde!
Lei conosce un biglietto da visita migliore di un aspetto piacevole
a prima vista?”.
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