| |
“I bambini di oggi sono più svegli e più maturi rispetto a quelli di una volta”. E’ una frase retorica o una locuzione che in sé sintetizza ciò che i bambini dell’ultima generazione rappresentano?
L’universo degli adulti in miniatura, così vengono definiti, rassomiglia sempre più a quello degli adulti in scala grande. Forse perché, in questi ultimi decenni, le fasi della vita si sono così dilatate da assumere confini sempre meno netti e più labili, a tal punto da rendere difficile una precisa demarcazione tra i due mondi.
La differenza tra un bambino e un “grande” sembra limitarsi solo ad una componente quantitativa, anagrafica. I piccoli adulti crescono ed emulano sempre più comportamenti, atteggiamenti, linguaggi e stili di vita dei “fratelloni”.
Tra i complici del risveglio prematuro delle piccole belle addormentate e dei pinocchio nel paese dei balocchi non è solo il benessere economico, ma anche il progresso tecnologico dirompente a cui si è assistito negli ultimi anni e di cui il bambino è stato, inconsapevolmente, il maggior beneficiario. Infatti, apparecchi tecnologici di ultimissima generazione come il telefonino, la Playstation e Internet sono fondamentali nella vita del piccoli di oggi. Questi giochi hanno sostituito in gran parte quello che erano gli unici passatempo dei bambini del vecchio stampo, cioè la visione di cartoni animati in tv e i giocattoli.
Un tempo, infatti, un modo per sentirsi più adulti era interpretare attraverso bambole e bambolotti atteggiamenti, situazioni e professioni della vita reale dei più grandi. Sveltezza di apprendimento e sicurezza con la quale si padroneggia un simile arsenale ipertecnicizzato sono alcuni requisiti che il bambino attuale possiede.
Non solo questa competenza e la capacità di navigare con naturalezza su Internet o manovrare la consolle della playstation ci fa riflettere sulla condizione dell’infanzia che ormai è totalmente stravolta rispetto a quella che prima eravamo soliti immaginare, fatta di zucchero a velo e chupa chups.
A questo punto dovremmo interrogarci sulle differenze tra adulti e bambini del nuovo millennio. Ma, soprattutto, ci sono differenze? L’abbiamo chiesto a Maria Laura, una donna di 48 anni con 4 figli (di questi tempi cosa assai rara).
Maria Laura quanti anni hanno i tuoi figli?
"Guarda, li ho davvero di tutte le età, la prima ha 29 anni, il secondo 26, la terza 18 anni e l’ultima 10".
Noti delle differenza tra i primi e gli ultimi dal punto di vista educativo?
"
Sì, è una differenza enorme, un abisso guarda…".
Eppure presumo che il metodo, il criterio di educazione sia sempre lo stesso?
"
Sì, ma, io lo noto specie con l’ultima, forse perché sono un po’ stanca e non c’è più la pazienza di una volta, la giovinezza…ma io non ce la faccio a starle dietro…".
E’ una piccola peste?
"Sicuramente è una bambina vivace, sveglia, ma è esigente davvero… gli altri riuscivo a gestirli di più, già la terza mi ha dato problemi, ma lei, la 'piccola', vuole essere più autonoma".
Tipo?
"Ma in tutto, in ogni campo. Per esempio, nell’abbigliamento, non si mette quello che le compro io o le tute della sorella quando aveva la sua età, non si adatta. Vuole le cose firmate e 'alla moda' come dice lei, altrimenti le sue compagne di classe la prendono in giro".
Quindi una baby griffata?
"Sì, lei si veste da sola… L’altro giorno siamo andate a fare compere, dovevo comprarle le scarpe e ha voluto gli stivali con qualche centimetro di tacchetto… veramente sembrano quelle di una ragazza, solo in versione mini, ma i prezzi non sono così ridotti…".
Perché? Come sono i prezzi?
"Impressionanti! Ora che vado in giro a fare le spese per i regali natalizi, le vetrine sono piene di scarpette molto carine per bambine e bambini, prima non c’era una varietà così sfiziosa. Però devo dire che i prezzi non perdonano, dalle scarpe da tennis a quelle normali, davvero manca qualche decina di euro e sono uguali a quelle degli adulti, con la sola differenza che negli adulti il piede non cresce e possono andar bene sempre, mentre per i piccini, si sa, dopo un po’ le scarpe non vanno più! ".
Solo le scarpe soffrono di questo prezzo salato o anche altre voci?
"No, tutto costa tantissimo. Io ne risento in particolare per l’abbigliamento, quindi dai pantaloni alle magliette, alle sciarpe, ai cappotti. Tutto in proporzione è molto caro, ma non c’è scampo, è così. Ci sono dei bambini, li ho visti nella scuola di mia figlia, che portano anche gli occhiali da sole firmati (un vanto per alcune mamme). Per fortuna la mia ancora non me li ha chiesti…".
Se te li chiedesse?
"Non saprei… Adesso ti direi di no, perché è un accessorio troppo superfluo per loro. Io mi stupisco come possano i genitori comprare simili oggetti per i bambini rendendoli vanesi. All’inizio può apparire una cosa simpatica, però mi sembra un’esagerazione".
Come il telefonino?
"Sì, è vero, ormai molti bambini hanno un cellulare e va bene, perché comunque è utile. Poi con i tempi che corrono è meglio che siano sempre reperibili. Ma deve essere appunto un mezzo pratico, non un oggetto nuovo di zecca da sfoggiare come uno status symbol. La mia ha un cellulare vecchio, ma dice che per Natale vorrebbe quello con lo schermo piatto come quelli che ha visto a scuola. Ma ci rendiamo conto?"
I genitori dovrebbero a volte saper dire di no?
"Io lo farei, come ho fatto sempre con gli altri figli che di no, anche in età più avanzata, se li sono presi, ma ora è anche più delicato e complesso fare la mamma".
Perché mai?
"Perché ora c’è un culto dell’apparenza e della competizione tra piccoli e tra genitori dar far rivoltare lo stomaco, scusa…".
A cosa ti riferisci?
"Io parlo perché comunque sono una madre più 'anziana' rispetto alle altre che hanno figli di 10 anni o poco più... quindi io la vedo in modo diverso, ma, come dicevo, è difficile imporre le proprie regole senza far sembrare tuo figlio un emarginato, devi per forza omologarti al pensiero comune! Alcune cose non sono un’eccezione, ma sono cose per forza dovute...naturali".
Per esempio la playstation?
"Beh, quella si ha in dotazione già con il secondo figlio, appassionato di videogame, ma devo dire che è una passione che li accomuna perché giocano insieme, pensa te! Ed è talmente abile che a volte supera il fratello…".
In quale altro campo noti affinità con i fratelli maggiori?
"Ha già i suoi gusti musicali. Infatti ha il poster del suo idolo, una pop star inglese che piace molto alle bambine, per non parlare di Riccardo Scamarcio, il suo attore preferito".
Ha visto già il film 'Tre metri sopra il cielo'?
"Sì, la sorella di 18 anni ha comprato il DVD e lo vede in continuazione…".
Ha letto anche il libro a questo punto?
"No, quello gliel’ho impedito, perché magari ci saranno descrizioni di situazioni tipiche adolescenziali, che preferirei non leggesse. Purtroppo tenta sempre di rubacchiarlo dalla libreria, ma l’ho messo nello scaffale più alto".
Ma espressioni del tipo “Farai questa cosa quando sari grande” o “ Non devi ascoltare i discorsi tra persone adulte”, “ Non puoi vedere questo film” appartengono ormai ad un passato sepolto?
"Quando provo dire queste cose mi risponde prontamente: 'tanto queste cose le so già' ".
Sono diversi anche nel modo di relazionarsi non solo con i loro coetanei, ma con le persone più grandi?
"Non ha paura di dire la sua, anzi pretende di dirla anche in presenza di persone adulte che non conosce molto bene. Poi, quando risponde al telefono, sembra davvero un’adulta, non è impacciata, anzi è disinvolta…".
Cosa, secondo te, ha influito di più, per svegliare questa generazione di mini-noi?
"Secondo me la società in generale; la televisione sicuramente ha un forte ascendente sui bambini, ma non è la sola. Il mercato, il consumismo, è una questione di costumi che cambiano, di società che si evolvono nel bene e nel male e di educazione diversa".
Ci sono ancora i Peter Pan che credono all’Isola Che Non C’è?
"Beh, io ti direi di sì, basti vedere gli eterni bambinoni trentenni che non vogliono crescere e responsabilizzarsi…".
Sicuramente, ma quella è un’altra storia.
|
|
 |