Stato d'inerzia / n°282
Le cose possono essere molto diverse da ciò che sembrano : palamitonews- Palamitonews
Piove governo ladro
  "Come si fa a "sgamare" gli evasori? In verità non è poi così complicato: basta ammettere la detrazione delle parcelle di medici e avvocati, delle ricevute di idraulici e dei vari artigiani. In tal modo, chi si serve di artigiani e professionisti ha l'evidente convenienza a dichiarare quanto ha davvero pagato loro".
di Adolfo Spezzaferro / foto di Pino Ramos
 


Un governo che si barcamena, il Prodi bis. Con maestria, per altro, e non soltanto perché a bordo ci sia D'Alema [sì… è una battuta]. Pertanto apriamo questa breve, ma assolutamente prescindibile, disamina delle gesta prodiane con un bel complimento: non era facile restare in sella con una maggioranza risicata e una compagine quanto meno disomogenea.


Discettare delle gaffe di berlusconiana memoria dell'ex rivenditore Iri è fare gossip da salotto politico. E noi siamo duri e puri. E a noi in quei salotti non ci fanno entrare, neanche carponi stile velina [ma neanche vogliamo entrarci, e questo lo scriviamo per chi ci legge per la prima volta]. Ecco perché illustreremo brevemente i passaggi chiave dell'attuale legislatura per poi soffermarci sull'argomento più succulento per antonomasia: la finanziaria. Anzi, parliamo soltanto della finanziaria perché l'affaire Telecom è roba trita e ritrita - è sufficiente sottolineare come il premier abbia mentito sulla questione delle intercettazioni e sia stato sgamato: sapeva tutto [maddai?!].

Idem con patate novelle la delicata questione Giustizia… per non parlare delle missioni militari, più o meno pacifiste, con puntuale rischio di irrigidimento delle frange più oltranziste. Mentre sulla manovrona vogliamo dirne quattro. Nella finanziaria di Prodi ci sono, tra le altre cose, cospicui regali per minoranze piccole ma influenti, come i 30 milioni di euro per il servizio pubblico che svolge Radio Radicale, per le sue dirette dal Parlamento.

In effetti indubbia qualità di Prodi è, da sempre, quella di fare [coi soldi nostri] regali ai poteri forti che davvero possono nuocergli. E la sua finanziaria in questo senso è un capolavoro. Stangate per i "ricchi" da 70 mila euro lordi l'anno, ossia i dipendenti relativamente benestanti, per esempio i medici ospedalieri e i piccoli dirigenti d'azienda, già contribuenti con prelievo alla fonte.

Ma per la Fiat, regali [e questa è una tradizione decennale dell'italica gestione della cosa pubblica]. La detassazione del bollo per cinque anni per le auto euro-4 è solo un esempio. Altro favoritismo: mentre gli altri italiani potranno andare in pensione soltanto a 65 anni, i dipendenti della Fiat potranno andarci a 57: la Fiat ha bisogno di espellere i suoi "esuberi", e paghiamo noi contribuenti questa manovra, così si eviteranno proteste sociali.

Per i "ricchi ricchi", nulla. I cosiddetti "privati" sono già al sicuro fuori dai confini, dove i loro emolumenti sono tassati con prelievi alla "volemose bene". Trattamento ancor più mite quello riservato ai "paperon di Stato". I cittadini normali non possono cumulare redditi da pensione e da salario. Mentre, per fare un esempio, Ciampi, il padre della Patria, riceve l'emolumento di senatore a vita (che non abbiamo votato, ma che paghiamo) più la pensione di governatore della Banca Centrale, più la pensione da ex-capo di Stato.

Stiamo parlando - centesimo più centesimo meno - di 1,5 milioni di euro l'anno, forse due [pagati come è buon costume sempre da noi, i contribuenti]. Ci fa specie a tal proposito che se a Ciampi dimezzassimo gli emolumenti, potremmo mantenere 150 pensionati in più. Durante questa legislatura i deputati e senatori si sono dati da sé [è in loro potere farlo] l'estensione dell'assistenza sanitaria di cui godono - un'assistenza ricchissima, privilegiata - ai parenti lontani e acquisiti, persino alla suocere.

A noi il ticket da 23 euro; alle suocere dei parlamentari, tutto "aggratis". Tanto noi non protestiamo, perché mica siamo ungheresi. E Prodi lo sa: infatti contenta quelli che possono nuocergli, mica noi. Quei 3,5 miliardi in più aggiunti alla finanziaria da 30 mila miliardi servono a pagare aumenti agli statali, essenzialmente ai dirigenti statali e ai "paperon di Stato".

Noi siamo sempre più poveri [a a dire che continuano ad entrare soldi nelle casse pubbliche come onda lunga del passato governo]. Mentre i milionari statali, con posto sicuro e vitalizio, non devono fare sacrifici. Perché sono loro che tengono in piedi il governo Prodi. E' grazie a decenni di gestione della cosa pubblica, grazie ad una rete fittissima e solidissima di occupanti delle cariche pubbliche che il Prodi bis ha i numeri per governare.

Gli statali sono l'elettorato di questo tipo di centrosinistra. A giustificare tutto ciò ci si appella alla devastante evasione fiscale. Alibi dei ceti che i soldi dei contribuenti li prendono.

Ma come si fa a "sgamare" gli evasori? In verità non è poi così complicato: basta ammettere la detrazione delle parcelle di medici e avvocati, delle ricevute di idraulici e dei vari artigiani. In tal modo, chi si serve di artigiani e professionisti ha l'evidente convenienza a dichiarare quanto ha davvero pagato loro.

Tutti i Paesi lo fanno, tranne il nostro. E Visco sa bene che - se ammettesse le detrazioni dei servizi - il maggior gettito strappato dalle categorie artigianali e professionali sarebbe mangiato in gran parte dal minor gettito succhiabile ai contribuenti-utenti delle categorie "dedite all'evasione", che esporrebbero in detrazione le spese.

Altro fatto: molte piccole imprese e molte aziende artigianali, che campavano spesso grazie al "nero", cominciano a chiudere. Ma è colpa nostra. Stiamo tutti zitti. Anche se dalle intercettazioni non sembrerebbe. Dopotutto, che cosa sono 33,5 miliardi di euro risucchiati dalle nostre tasche? Spiccioli, in confronto ai 42 miliardi di euro di debiti di Telecom: e pagheremo anche quelli, non si scappa.

Prodi ha già tentato di farlo, mettendo parte di Telecom e del suo debito a carico della Cassa Depositi e Prestiti, ossia ancora una volta a carico di noi contribuenti. Per ora gli ha detto male, ma prima o poi ci riuscirà: è un genio in queste cose. Nel frattempo interroghiamoci, confrontiamoci, prendiamo a cuore tutte le questioni che meglio si addicono a una democrazia occidentale, fatta da gente che usa la propria testa, sensibile ed illuminata. Quelle questioni capitali, metro di misura di una civiltà, come i Pacs, l'eutanasia e compagnia bella.


 
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