Stato d'inerzia / n°282
Le cose possono essere molto diverse da ciò che sembrano : palamitonews- Palamitonews
Italia alla deriva
  "Oramai abbiamo superato ogni limite di sopportazione, la barca Italia che noi sessantottini in modo particolare ci eravamo illusi di indirizzare verso lidi pieni di benessere, dove il buon senso, l'onestà e la correttezza erano alla base di tutto, è miseramente naufragata in un mare inesorabilmente inquinato".
di Veleno / foto di Pino Ramos
 


Oramai abbiamo superato ogni limite di sopportazione, la barca Italia che noi sessantottini in modo particolare ci eravamo illusi di indirizzare verso lidi pieni di benessere, dove il buon senso, l'onestà e la correttezza erano alla base di tutto, è miseramente naufragata in un mare inesorabilmente inquinato.

Ovunque volgiamo lo sguardo, non possiamo che constatare che siamo arrivati alla frutta, non c'è più nulla che funzioni come dovrebbe, o perlomeno come vorremmo funzionasse. Se dovessi elencare in maniera prioritaria i settori in cui intervenire e porre in qualche modo rimedio, ai primi posti metterei senza dubbio l'impiego indiscriminato (lavoro in nero) di lavoratori extracomunitari, che fra l'altro genera un arrivo incessante di clandestini.

Il lavoro in nero è un problema serissimo e il fatto più preoccupante è l'alta percentuale di lavoratori extracomunitari illegali, arrivati in Italia clandestinamente, rispetto a quelli assunti regolarmente e impiegati nelle aziende agricole e nelle imprese di costruzioni. Dall'esperienza dei miei 60 anni, maturata in vari cantieri e con differenti mansioni, che spaziano da geometra capo cantiere di un impresa privata ad imprenditore, libero professionista, per finire poi come tecnico della pubblica amministrazione con incarichi di progettista, assistente e direttore dei lavori, nonché senza mai perdere un giorno di lavoro, di dirigente sindacale, posso tranquillamente affermare che buona parte di questa situazione dipende da alcuni vizi di base che difficilmente si avrà il coraggio di sanare.

Uno dei motivi è il comportamento di buona parte dei sindacalisti, che hanno in molti casi perso di vista il proprio ruolo istituzionale. Non si cerca più la tutela e la salvaguardia del lavoratore, il sindacato è diventato una società di fatto, da molti è considerato una vera e propria lobby di potere, una parte fondamentale nella lottizzazione dei posti di lavoro. La corsa al proprio interesse sembra aver prevaricato sui concetti fondamentali su cui si basava la sua nascita.
I sindacati dovrebbero pubblicare in maniera trasparente i propri bilanci e l'elenco delle persone in perenni libertà sindacali, che percepiscono un regolare stipendio dalle ditte o enti di appartenenza senza mai passare al posto di lavoro. State certi che se ne vedrebbero veramente delle belle.

Un altro dei motivi che genera la triste piaga del lavoro nero è il metodo con cui le Amministrazioni appaltanti conferiscono l'incarico di progettista e direttore dei lavori, molto spesso con le tanto discusse consulenza date ad uno stesso tecnico col sistema "chi ni da strumpara e chi ni da coddara"

Talvolta si tratta di incarichi per lavori i cui progetti di massima, in tanti casi eseguiti da tecnici della stessa amm.ne appaltante (chi ni da strumpara), vengono assegnati dai politici di turno a professionisti di parte (chi ni da coddara), i quali, sentendosi le spalle ben coperte, anche perché una percentuale della parcella è predestinata a finanziare la prossima campagna elettorale, trascurano certi aspetti così importanti per i quali sono profumatamente pagati, quale la direzione continua dei lavori e il controllo degli operai che li eseguono.

Sono sempre più rari i tecnici che effettuano regolarmente la direzione dei lavori dando le indicazioni e le istruzioni in cantiere e verificando che si siano messi in atto tutti gli accorgimenti necessari per la massima sicurezza de lavoratori. Molte imprese hanno mangiato la foglia e di conseguenza effettuano i lavori a propria discrezione e piacimento, usando materiali scadenti e personale piovuto in cantiere attraverso caporali e reclutamento volante, senza adeguati sistemi di sicurezza, con paghe orarie irrisorie, completamente in nero, senza alcuna forma assicurativa e contributiva.

Un tempo, in occasione di ogni getto di conglomerato cementizio, in presenza del direttore dei lavori o di un suo assistente, si prelevavano dei campioni di materiali, i famigerati "cubetti", che si sottoponevano a scrupolose prove per verificarne le caratteristiche. Oggi, a sentire i produttori di calcestruzzo, qualcuno, ma molto raramente, effettua tali operazioni; la maggior parte richiede le analisi di laboratorio allo stesso fornitore, analisi che naturalmente attestano un ottima qualità dei materiali, impiegato però chissà dove.

Lo stesso vale per la verifica del ferro di armatura. Raramente il direttore dei lavori, o chi per lui, effettua un accurato controllo del posizionamento dei ferri e del loro diametro e questa trascuratezza maschera spesso un'incapacità di eseguire praticamente determinati controlli. E intanto assistiamo, quasi indifferenti, tale è oramai l'abitudine, a crolli di ponti, di edifici, strade che cedono e si riempiono di crepe e buche ancora prima di essere collaudate e aperte al traffico, e tutto ciò in fondo in fondo ha un'unica matrice: la poca serietà e la mancanza totale di controllo.

Considerato che la maggior parte dei lavori vengono effettuati in nero con l'impiego di lavoratori extracomunitari, per giunta arrivati clandestinamente, questo fenomeno ha oramai assunto un livello di tale rilevanza e pericolo per cui si rende improrogabile un provvedimento che ponga fine a questo dramma. Avendo avuto l'opportunità di conoscere il lavoro nelle sue diverse sfaccettature, credo che per ridurre i rischi in cantiere ed arrestare il fenomeno del lavoro in nero, una soluzione idonea potrebbe essere l'attuazione di alcune norme semplici ed estremamente vantaggiose nel rapporto costi - benefici.

Premessa: Ogni comune o altro organismo ad hoc costituito dovrà dotarsi di un ufficio tecnico amministrativo, in cui, in un registro, verranno aggiornati attraverso i dati identificativi catastali (Foglio e mappale), tutti i cantieri nei quali si svolge un'attività lavorativa, con riferimento alla concessione edilizia rilasciata, da incrociarsi con i dati dei fornitori di calcestruzzo o inerti (per combattere anche l'abusivismo). Ogni lavoratore presente in cantiere o nei campi dovrà essere in possesso di un tesserino di riconoscimento, che porterà sempre con sé, in cui vengono indicati, oltre al nome dell'impresa, i dati personali riportati nel registro di cantiere.

- Compilazione Registro di cantiere. In ogni cantiere, un incaricato, che potrà essere il capo cantiere, un assistente nominato dalla direzione dei lavori o dal committente, oppure un incaricato dal comune ( L.S.U.) o da altro organismo, dovrà compilare giornalmente un registro che dovrà contenere in ordine alfabetico o di qualifica il nome e cognome di tutti i lavoratori presenti, gli estremi del documento di identità, data di assunzione, posizione assicurativa e contributiva, tipo di lavoro che svolge.

- Controllo Registro di cantiere. Una copia del Registro giornaliero dovrà essere affisso all'esterno del cantiere in una custodia posta nel cartello che indica i dati dei lavori e dell'impresa, e potrà essere visionato dagli incaricati al controllo ancora prima che essi entrino in cantiere per effettuare personalmente la verifica dei lavoratori presenti. Le verifiche dovranno essere effettuate con cadenza settimanale ed il resoconto dovrà risultare da apposito verbale che sarà inviato all'organo di controllo.

- Gestione Registro di cantiere. Settimanalmente, una copia dei registri giornalieri dovrà essere inviata dall'incaricato alla compilazione del registro alla sede dell'organismo che coordinerà i controlli. L'ideale sarebbe affidare l'incarico agli uffici tecnici comunali che, coadiuvati dai vigili urbani, dai Lavoratori Socialmente Utili, dai Cassaintegrati, sarebbero avvantaggiati nell'incarico, avendo gli stessi rilasciato le concessioni edilizie. In alternativa, con il potenziamento del proprio organico, potrebbe effettuare il controllo l'ispettorato del lavoro, o addirittura il sindacato, per mezzo dei tanti addetti che ha a disposizione.

L'organismo, che dovrà coordinare i controlli mensilmente, invierà una relazione dettagliata agli uffici della prefettura od osservatorio regionale, che dovrà contenere tutti i dati per i rilevamenti che si riterranno più opportuni. Ovviamente per chiunque, sia impresa che lavoratore trovato in cantiere senza regolare assunzione, verranno adottate sanzioni esemplari.

Per quanto concerne la aziende agricole che utilizzano lavoratori extracomunitari e non, in nero, valgono pressoché gli stessi principi; tutti coloro che lavorano nei campi per conto di un impresa o di un individuo devono dotarsi di un tesserino di riconoscimento con gli stessi dati che verranno riportati nel Registro di cantiere, che dovrà essere compilato a cura del datore di lavoro e contenere tutti i dati identificativi del lavoratore e gli estremi dei versamenti della contribuzione.

La difficoltà maggiore si incontrerà nell'individuazione dei campi in cui si lavora, a ciò si potrebbe ovviare con un censimento e successiva identificazione nei fogli catastali dei mappali interessati a qualsiasi tipo e forma di lavoro. Ogni comune o altro organismo ad hoc, dovrà dotarsi di un ufficio tecnico amministrativo, dove in un registro verranno aggiornati attraverso i dati identificativi catastali (Foglio e mappale), tutti i terreni nei quali si svolge un'attività lavorativa. I datori di lavoro, o altro soggetto, dovranno compilare un Registro giornaliero, su cui saranno annotati tutti i lavoratori presenti, con i dati indicati nel registro delle imprese edili.

Con le stesse modalità verranno poi effettuati i controlli e la gestione dei registri. Per ciascuna impresa o società monitorata, si aprirà un fascicolo che oltre i dati dell'impresa dovrà contenere suddivisi mensilmente i registri giornalieri. Per consentire un ulteriore controllo, sarebbe sufficiente che il mezzo che conferisce il prodotto raccolto presentasse nei centri di stoccaggio copia del registro giornaliero, che sarà necessariamente allegato alla bolla accompagnatoria di viaggio, in maniera tale che anche le forze dell'ordine preposte al controllo stradale possano verificarne il contenuto.

Tutto ciò non è utopistico, solo che, per essere attuato, ci vorrebbe innanzitutto un Governo di larghe intese che dimostri di avere "callonisi in bertua", ci vogliono uomini e donne con le "Palle grandi così", altrimenti addio, la barca Italia, così come va, è destinata inevitabilmente a naufragare e poi si salvi chi può.


 
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