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Pochi giorni prima della firma della Convenzione di Ginevra, il Comitato Medico Milanese dell’Associazione Medica Italiana costituisce, il 15 giugno del 1864, il primo “Comitato dell’Associazione Italiana per il soccorso ai feriti ed ai malati in guerra”.
La sua attività ha inizio sotto la presidenza del dottor Cesare Castiglioni che verrà convocato a Ginevra, a soli due mesi dall’inizio dei lavori, per esporre ciò che si stava cominciando a fare in Italia in favore dei malati e dei feriti di guerra.
L’11 dicembre del 1864 viene poi approvato a Milano, durante un congresso, il regolamento del Comitato milanese, che verrà poi anche adottato dal Comitato Centrale, per coordinare tutte le attività dei nuovi comitati che piano piano cominciano a sorgere.
Il 20 giugno del 1866 l’Italia dichiara guerra all’Austria ed in quella occasione si mobiliteranno le prime quattro squadre di volontari alla volta di Custoza.
Oltre ad essere presente nei conflitti che vedono impegnata l’Italia, la "Croce Rossa" si occuperà, in quegli ann,i anche della lotta alla tubercolosi e alla malaria, creando numerosi ambulatori antimalarici nelle regioni d’Italia a più alto rischio, come nelle Paludi Pontine, in Sicilia e in Sardegna.
Da quel momento la Croce Rossa sarà attiva su tutto il territorio italiano e sarà presente sia per quanto riguarda l’assistenza ai bisognosi sia durante le grandi catastrofi naturali. Il motto della Croce Rossa diverrà, infatti, “Primi ad arrivare, ultimi a ripartire”.
Inizialmente, la Croce Rossa Italiana venne riconosciuta fra gli Enti Pubblici Parastatali (1975), diventando Ente Privato di interesse Pubblico nel 1980.
Proprio nel 1980 la C.R.I. sarà soggetta ad un lungo “commissariamento” durante il quale le mansioni saranno svolte da diversi Commissari Straordinari di nomina governativa. Tale commissariamento, infatti, si risolverà solamente nel 1998 con l’elezione di Maria Pia Garavaglia, (ultimo Commissario Straordinario in ordine di tempo) a Presidente Nazionale.
A soli cinque anni di distanza, la Croce Rossa Italiana sarà ancora soggetta ad un ennesimo commissariamento, questa volta sotto la direzione di Maurizio Scelli, non senza suscitare numerose polemiche.
Maurizio Scelli, infatti, è stato al centro di diverse critiche in merito al suo operato, a partire dalla trasparenza con cui ha agito nel 2004 per la liberazione di Salvatore Stefio, Maurizio Agliana e Umberto Cupertino in Iraq fino ad arrivare ad accuse di spoil-system a causa di diverse nomine poco trasparenti ai vertici dell’Organizzazione.
Nel 2005, dopo la pubblicazione di un nuovo Statuto che sancisce una struttura organizzativa di tipo piramidale, Massimo Barra viene eletto Presidente, in carica a tutt’oggi.
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